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Il Mediterraneo ha bisogno di un Terzo Pilastro

Giusi Diana

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In un panorama non certo incoraggiante per la promozione di eventi culturali, con gli enti pubblici che destinano sempre meno risorse, una delle poche realtà private che da anni investe nel territorio è La Fondazione Terzo Pilastro-Italia e Mediterraneo con sede principale a Roma. Promuovere iniziative culturali volte a costruire un dialogo con i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo è uno dei suoi obiettivi, da qui l’attenzione per la Sicilia.

«Il Mediterraneo che ha avuto nell’antichità un ruolo di assoluta e incontrastata centralità, spiega il presidente Emmanuele F.M. Emanuele, che è nato a Palermo, è nuovamente invitato a essere un modello di coabitazione aperta e feconda, con l’ambizioso obiettivo di realizzare uno spazio politico, economico, culturale, religioso unito, propositivo e consapevole della propria identità, in grado di ricomporre le lacerazioni con il Vicino Oriente. L’Italia, collocata nel cuore del Mediterraneo, è chiamata a svolgere il doveroso compito di ponte che collega le sue rive».

Tra le molte iniziative organizzate dalla Fondazione in questi anni vi sono la conferenza internazionale «Mediterraneo: Porta d’Oriente», a Palermo, la mostra di Igor Mitoraj nella Valle dei Templi di Agrigento, ora replicata all’interno degli scavi di Pompei, l’istituzione di una cattedra presso l’Università per stranieri di Reggio Calabria per l’integrazione degli studenti che vivono nell’area del Mediterraneo e la ristrutturazione della basilica di Sant’Agostino di Ippona ad Annaba in Algeria, solo per citarne alcune.

Quest’estate in Sicilia sono visitabili molte mostre promosse dalla Fondazione, come quella di Filippo di Sambuy «Stupor Mundi, l’Origine» nel Palazzo Reale e nella Cappella dell’Incoronazione del Museo Riso a Palermo, in collaborazione con il Museo Regionale e la Fondazione Federico II, quelle di Pietro Ruffo e Ugo Nespolo a Catania, in collaborazione con la Fondazione Puglisi Cosentino, e il progetto «The Garbage Patch State» sull’isola di Mozia.

Giusi Diana, 02 giugno 2016 | © Riproduzione riservata

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