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Villa Pace

Courtesy Università degli Studi di Messina

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Villa Pace

Courtesy Università degli Studi di Messina

Il Mira di Messina affacciato sullo Stretto e rivolto al Mediterraneo entro il 2027

Non più MaXXI Med, sede locale del museo nazionale romano, il Mediterranean Institute for research and arts sarà una fondazione a sé stante con un’ambizione internazionale

Non più MaXXI Med, ossia una sede del MaXXI romano: il Mira di Messina sarà una fondazione a sé stante con un’ambizione più internazionale, rivolta verso l’Africa e i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, in attuazione del Piano Mattei. Il Mediterranean Institute for research and arts sarà un polo delle arti e della ricerca che, nel suo acronimo Mira, intende ricordare il nome beneagurante di una stella, una gigante rossa. A presentarlo ieri 2 luglio nella sede del Comune di Messina c’era il ministro Alessandro Giuli, insieme ai vertici della nuova Unità di missione per la cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato: il direttore generale Angelo Piero Cappello, e la dirigente e curatrice del progetto, fin dall’origine, Chiara Ianeselli. Presente anche il neodirettore della Direzione generale creatività contemporanea del MiC Costantino D’Orazio, insieme a Margherita Guccione del MaXXI.

Convince la scelta di Messina perché una delle due sedi dell’Istituto, quella destinata a spazio espositivo, sono le due Torri Morandi (1949-55), acquistate dal Comune nel 2020 per 1,5 milioni di euro dall’Enel, un esempio di architettura industriale brutalista in cemento armato precompresso, su progetto di Riccardo Morandi, che potrebbe cambiare il volto della città dello Stretto. I lavori di riqualificazione dovrebbero concludersi entro dicembre 2027, l’investimento da 10 milioni di euro di ex fondi Pnnr è della Città Metropolitana di Messina.

Il restauro e la rifunzionalizzazione del complesso delle Torri che si trovano a nord della città, all’interno del piccolo centro marinaro di Torre Faro, dismesse nel 1994, parte da un approccio conservativo. Il cuore dell’Istituto sarà lo spazio centrale che un tempo ospitava una delle enormi macchine per tendere i cavi che portavano l’energia elettrica nell’isola. L’interno delle torri, alte 22 metri, è un enorme spazio dalla potente verticalità che con sculture e installazioni di ampia scala potrebbe diventare una sorta di Turbine Hall, come quella della Tate Modern che è alta 35 metri, ma al centro del Mediterraneo. Qui il punto di forza è il paesaggio unico dello Stretto con i due piloni tra Sicilia e Calabria, visibile dal balcone-belvedere posto al primo piano dell’avancorpo centrale.

Accanto alle Torri un edificio sarà adibito a caffetteria, aperta anche a museo chiuso, collegata al corpo centrale tramite un passaggio vetrato. All’esterno niente superfici impermeabili, ma terra e materiali drenanti, nel rispetto dell’ambiente. Intanto a ottobre si parte, a cantiere aperto, per un’anticipazione dell’apertura definitiva, con la performance sonora site-specific del collettivo Polisonum dal titolo «Posso sentire ciò che ancora non riesco a vedere». Oltre questo primo evento, in autunno è in programma un convegno internazionale promosso dall’Università degli Studi di Messina, diffuso anche in altre sedi mediterranee, sul ruolo dello Stretto come crocevia antico e contemporaneo. I temi indagati saranno le mitografie, le lingue di confine, le architetture, le nuove rotte e «le contronarrazioni necessarie a rileggere il Mediterraneo». Grazie all’Università di Messina, che insieme al Comune, è uno dei partner del progetto mettendo a disposizione la seconda sede dell’Istituto a Villa Pace, la ricerca e la formazione sarà una delle missioni non secondarie, insieme alla produzione artistica e alle residenze internazionali. In occasione della presentazione del Mira sono state inaugurate sul waterfront di Messina e di Reggio Calabria i due gruppi scultorei «Fontana Ferma» di Piero Pizzi Cannella, che fanno parte entrambe delle collezioni del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria.

Una veduta delle due Torri Morandi. Foto Federico Ficarra

Giusi Diana, 03 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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Il Mira di Messina affacciato sullo Stretto e rivolto al Mediterraneo entro il 2027 | Giusi Diana

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