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Roberta Bosco
Leggi i suoi articoliDopo più di quattro anni di lavoro, il Centro di Restauro della Catalogna ha presentato i risultati dell’intervento sulla straordinaria serie di 16 dipinti conservata nel Museo Diocesano raffigurante la storia di Giacobbe e dei suoi 12 figli narrata nell’Antico Testamento. Il restauro, che ha rivelato una qualità artistica superiore al previsto, è stato complicato dal fatto che alla fine dell’800 le opere furono ridipinte da un artista locale di dubbia perizia.
Le tele erano inoltre ossidate e rigide con buchi e strappi. Per individuare i trattamenti adeguati sono state sottoposte ad analisi chimiche e riflettografie. Ripulite con solvente e sottoposte a disinfestazione anossica, sono state riparate con innesti di tessuto dipinti ad acquarello.
La serie è importante perché è una delle uniche tre che si conservano in Europa su questo argomento insieme a «Le tribù d’Israele» di Zurbarán e agli affreschi in Saint Mary the Virgin a Burton Latimer (Inghilterra). Il ciclo catalano, dell’ultimo terzo del ’500, è il più antico e il più originale per quanto riguarda l’iconografia. Joan Bosch e Adrià Vázquez lo hanno definito «un sermone visivo».
L’autore è ancora sconosciuto: erano attribuiti a Antoni Peitaví, ma ora si tende ad ascriverli a un pittore centroeuropeo o francese attivo in Catalogna e in Aragona.
Un momento del restauro di uno dei dipinti del Museo Diocesano di Urgell
Roberta Bosco
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