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Salvador Dalì (1904-1989), «Décor de théâtre pour Bacchanale»

Bonhams

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Salvador Dalì (1904-1989), «Décor de théâtre pour Bacchanale»

Bonhams

Il Dalí Museum in Florida ha acquistato la più grande opera mai dipinta dall’artista

Composto da 13 tele, alte nel complesso 9 metri e larghe quasi 18, il dipinto è stato concepito dell'autore come una scenografia monumentale destinata al Metropolitan Opera di New York

Camilla Sordi

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È stata «Bacchanale» di Salvador Dalí la grande protagonista dell’asta surrealista organizzata da Bonhams il 26 marzo, nella sede parigina di Cornette de Saint Cyr. Considerato il più grande dipinto realizzato dall’artista, risalente al 1939 e proveniente da un’importante collezione privata, è stato aggiudicato per 254,4 mila euro ed è stato acquistato dal Dalí Museum di St. Petersburg, in Florida, aggiungendo un ulteriore nodo al legame tra l’istituzione americana e l’opera del maestro catalano.

L’acquisizione rappresenta infatti un momento significativo per il museo statunitense, che continua a investire nella valorizzazione dell’eredità del pittore attraverso opere di forte impatto storico e scenografico. Non a caso, «Bacchanale» è considerata una creazione chiave nella produzione dell’artista. Concepita per uno spettacolo del Metropolitan Opera di New York, l'autore la definì un “balletto paranoico-critico”, in cui Dalí sintetizzò la propria visione di opera totale, occupandosi non solo delle scenografie ma anche del libretto e dei costumi.

La prima ebbe luogo il 9 novembre 1939, in un clima segnato dallo scoppio del conflitto europeo. Al fianco di Dalí lavorarono figure centrali della scena teatrale internazionale come il coreografo Léonide Massine, direttore dei Ballets Russes de Monte Carlo, e Coco Chanel, autrice di parte dei costumi e degli accessori. La partitura rielaborava l’ouverture del «Tannhäuser» di Richard Wagner. Poi la guerra complicò le cose, e non andò tutto come previsto. Ma nonostante l’assenza di Dalí alla prima e il rifiuto di Chanel di inviare le sue creazioni, lo spettacolo si rivelò comunque un successo.

Salvador Dalì (1904-1989), «Décor de théâtre pour Bacchanale». Bonhams

Quanto alla scenografia monumentale, composta da 13 tele, alta 9 metri e larga quasi 18, l’opera immerge lo spettatore in un universo densamente simbolico. Al centro si erge il Monte di Venere, circondato da elementi enigmatici e riferimenti psicoanalitici tipici dell’immaginario dell'autore. Tra cassetti popolati da oggetti vanitas e figure evocative, compare anche la musa Gala, presenza ricorrente nell’opera dell’artista.

Nel complesso, l'asta surrealista ha invece portato in dote altri risultati significativi, con i 76 lotti - tra dipinti e opere su carta di maestri francesi, belgi e ispano-americani - che hanno totalizzato 1,3 milioni di euro. Tra gli altri risultati di rilievo, spiccano le aggiudicazioni dedicate a Francis Picabia, con «La Polonaise» (1940) venduta per 336,9 mila euro e «Masque» (circa 1939) a 216,3 mila euro.

Buoni risultati anche per Jane Graverol, con «Tête en l’air» (circa 1945) aggiudicato a 70,2 mila euro, e per Leonor Fini, la cui «Messager, étude pour le concile d’amour» ha raggiunto 24,3 mila euro, superando di oltre quattro volte le stime iniziali. Da segnalare infine il record d’asta per Jacques Carelman con «Fauteuil radiateur», venduto anch’esso a 24,3 mila euro. Ottimi attori andati in scena su un palco che, per una volta, è stato dominato dallo sfondo.

Camilla Sordi, 30 marzo 2026 | © Riproduzione riservata

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