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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliLa storia tra Louis Vuitton e UNICEF inizia nel 2016, a Los Angeles, in un momento in cui due mondi solo apparentemente distanti scelgono di riconoscersi in una stessa direzione: quella della responsabilità verso l’infanzia. Non nasce come un annuncio spettacolare, né come un’operazione costruita per l’impatto immediato, piuttosto si imposta fin dall’inizio come un’alleanza di lungo periodo, fondata su un’idea precisa, quella di trasformare la visibilità globale di una maison di lusso in un motore costante di sostegno ai programmi dell’UNICEF, attiva dal 1945 nella tutela dei diritti dei bambini in tutto il mondo. Da quel momento prende forma un percorso che si sviluppa per stratificazioni. La prima è concreta e riconoscibile: la collezione Silver Lockit. Un insieme di oggetti essenziali, bracciali, ciondoli, orecchini in argento, che porta dentro di sé una doppia funzione. Da un lato il design, discreto e universale; dall’altro la destinazione solidale, con una quota dei proventi devoluta ai programmi UNICEF. Nel tempo, questa iniziativa ha contribuito a raccogliere circa 28 milioni di dollari, costruendo una continuità rara nel panorama delle collaborazioni tra brand e organizzazioni umanitarie.
Courtesy of Louis Vuitton
Il dato economico racconta però solo una parte della storia. L’altra riguarda l’evoluzione del progetto: negli anni, l’impegno si è spostato progressivamente dall’emergenza all’intervento strutturale, includendo educazione, riduzione delle disuguaglianze e programmi di empowerment femminile. Un passaggio che segna una maturazione della partnership, sempre meno legata alla contingenza e sempre più orientata alla trasformazione. Nel 2026, il decimo anniversario diventa occasione di rilancio. Accanto a nuove declinazioni della Silver Lockit e a una nuova edizione del libro REBONDS, emerge un progetto simbolico e tecnico insieme: il Louis Vuitton Unity Time Object. Un segnatempo eccezionale, accompagnato da un baule della maison, concepito come pezzo unico.
L’oggetto sarà messo all’asta da Sotheby's in una vendita online globale dal 9 al 18 giugno, con l’intero ricavato destinato all’UNICEF. È un gesto che chiude e allo stesso tempo rilancia il decennio. Il tempo, misurato e custodito dall’oggetto, viene restituito così in forma di risorsa. E così, quella storia iniziata nel 2016 continua a definirsi come processo, come una collaborazione che ha scelto la durata come propria forma più coerente.
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