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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoli«Busto di una donna» di Wilhelm Lehmbruck, l’ultimo marmo dell'artista ancora in mani private, dopo 114 anni nella stessa famiglia, si appresta a diventare il protagonista assoluto delle aste di arte moderna, contemporanea e fotografia di Lempertz, in programma il prossimo 5 e 6 giugno a Colonia. Valutata tra i 500-700 mila euro, la scultura del 1910 non è solo un ritratto della moglie Anita, ma il manifesto della rinascita parigina dell'autore, dove l'influenza di Rodin e Maillol si traduce in una presenza silenziosa e quasi inquietante, accentuata dal candore della pietra.
Il catalogo della sessione brilla anche grazie a una prestigiosa diaspora dal Worcester Museum of Art, che immette sul mercato lavori di assoluto rilievo. Tra questi spicca lo sguardo paterno di Pierre-Auguste Renoir in «Coco mangia la sua zuppa», stimato 500-600 mila euro, dove la freschezza degli incarnati infantili testimonia la grandezza del maestro francese nel catturare l’innocenza del figlio intento a mangiare. Di tenore più introspettivo è la «Ragazza con velo» di Karl Hofer, stimata 120-140 mila euro, figura che abita uno spazio indefinito e che, pur tenendo in mano una zucca dal colore vibrante, nega il proprio sguardo allo spettatore in un gesto di profondo esotismo.
L’espressionismo e le sue evoluzioni trovano spazio con «Ritorno al fienile» di Erich Heckel, opera del 1909 stimata 300-400 mila euro, che cristallizza la quotidianità rurale durante gli anni cruciali del gruppo Die Brücke. Parallelamente, il rigore del Bauhaus si riflette in «Stanza con sette figure» di Oskar Schlemmer, stimata 150-180 mila euro; un’opera del 1937 che trasforma i legami familiari in geometria pura, elaborando il trauma dell’allontanamento da Berlino attraverso quelli che l'artista chiamava schizzi di vita.
Wilhelm Lehmbruck, Busto di donna
Pierre-Auguste Renoir, Coco mangia la sua zuppa
Il passaggio verso il contemporaneo è segnato dalla sperimentazione tecnica di Max Ernst, che in «L'Ecclesiaste (Opus Dei)», stimato 100-150 mila euro, utilizza frottage e collage per lanciare una delle sue celebri stoccate ironiche alla Chiesa. La forza della pittura tedesca del secondo Novecento è invece affidata a Georg Baselitz con il dipinto «Borcke», stimato 400-500 mila euro, mentre il fascino globale dell’arte giapponese è rappresentato da Yoshitomo Nara e dal suo «Bunny in Blue», valutato 350-450 mila euro, in cui la fragilità dell'infanzia si scontra con una sottile solitudine esistenziale.
Non mancano le esplorazioni dell'astrazione razionale, come «Riga n.145» di Zdeněk Sýkora, stimata 200-300 mila euro, pioniere dell'arte generata tramite algoritmi, e il delicato lavoro dell'italiano Antonio Calderara, «Spazio, colore, luce», stimato 50-60 mila euro, dove la pittura si spinge ai limiti della smaterializzazione.
A completare la proposta è l’attesissimo ritorno della Collezione Margulies. Il filantropo di Miami Martin Z. Margulies mette all'asta altri 70 lotti che indagano la conditio humana attraverso la lente fotografica. Tra i pezzi forti si segnala l’intensità antropologica di Irving Penn con «Padre inginocchiato con figlio seduto, Cuzco, Perù», stimato 15-20 mila euro, e l'impegno sociale di Helen Levitt, presente con uno scatto di «New York» stimato 3-4 mila euro. Infine, il crudo realismo di Danny Lyon nel portfolio «Conversazioni con i morti», stimato 20-30 mila euro, documenta con una forza quasi brutale la vita quotidiana nelle prigioni del Texas.
Danny Lyon, Conversazioni con i morti
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