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Courtesy Amy Sherald/Hauser & Wirth

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I 10 momenti chiave del sistema dell’arte nel 2025

Il 2025 si è imposto come anno di stress test globale per il sistema dell’arte

Ginevra Borromeo

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Il 2025 si è imposto come anno di stress test globale per il sistema dell’arte. Crisi politiche, shock climatici, instabilità economica e ritorno di una forte ingerenza ideologica nelle istituzioni culturali hanno agito simultaneamente, facendo emergere con chiarezza una verità strutturale: l’arte non è più un settore “a parte”, ma un campo pienamente immerso nelle tensioni geopolitiche, tecnologiche ed economiche del presente. Il mercato, in particolare, ha reagito meno con il collasso che con una contrazione selettiva: chiusure mirate, ridimensionamenti strategici, polarizzazione estrema tra top market e fascia media. Il 2025 non è stato l’anno della fine, ma quello della fine delle illusioni di crescita continua.

- Furto dei Gioielli della Corona al Louvre: rubati beni per oltre 100 milioni di dollari, allarme sulla sicurezza museale.

- La morte di Koyo Kouoh: la scomparsa della curatrice ridefinisce il futuro della Biennale di Venezia 2026 e del Zeitz MOCAA.

- Estate e autunno di chiusure di gallerie da Londra a New York: contrazione strutturale del mercato mid-level tra USA ed Europa, ridimensionamento delle sedi multinazionali.

- Il Klimt da 236,4 milioni di dollari: record storico che riaccende la fiducia nel top market e Nuovi record per artiste donne: Marlene Dumas e Frida Kahlo riscrivono la storia delle aste.

- Art Basel, NOMAD e Frieze scommettono sul Golfo: annunciati Art Basel Qatar e Frieze Abu Dhabi, e Nuovi musei sempre nel Golfo: Abu Dhabi, Dubai e Qatar rafforzano il loro soft power culturale.

- Trump contro le arti; Amy Sherald cancella la mostra alla National Portrait Gallery e Caos nella nomina del Padiglione USA alla Biennale di Venezia: politicizzazione e rottura delle consuetudini istituzionali; tagli a NEA e NEH, interferenze nello Smithsonian e controllo politico sulle istituzioni culturali federali USA.

- Chiusura quinquennale del Centre Pompidou: Parigi perde temporaneamente uno dei suoi poli culturali centrali.

- Apertura del Grand Egyptian Museum (Giza, Il Cairo): a novembre ha inaugurato uno dei più grandi musei archeologici del mondo.

- Ascesa dell’Asia Centrale: Biennale di Bukhara e nuove istituzioni in Kazakistan e Uzbekistan.

- Riforma IVA UE sull’arte: Francia, Germania e soprattutto Italia (5%) abbassano l’imposta, rafforzando il mercato europeo.

Ginevra Borromeo, 27 dicembre 2025 | © Riproduzione riservata

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L'Art Basel and UBS Global Art Market Report 2026 segnala un ritorno alla crescita dopo due anni difficili, con il mercato globale che raggiunge i 59,6 miliardi di dollari. La ripresa è trainata dalle aste e dai top lot, mentre si rafforza una dinamica di selettività che premia opere storicizzate e segmenti consolidati come moderno e Old Masters. Le fiere tornano centrali, le vendite online rallentano e il mercato si concentra geograficamente tra Stati Uniti, Regno Unito e Cina. Emergono segnali di riequilibrio strutturale: meno speculazione, maggiore attenzione alla qualità e una crescente polarizzazione tra capolavori e fascia media.

I 10 momenti chiave del sistema dell’arte nel 2025 | Ginevra Borromeo

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