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Il nuovo allestimento della collezione dei gioielli della Corona, iniziata da Francesco I. Foto di Luana De Micco

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Il nuovo allestimento della collezione dei gioielli della Corona, iniziata da Francesco I. Foto di Luana De Micco

I diamanti della Corona al centro della Galerie d’Apollon

Riaperto il salone voluto dal Re Sole e affrescato da Le Brun e Delacroix

Luana De Micco

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Parigi. La Galerie d’Apollon al Louvre ha riaperto le porte il 15 gennaio dopo 10 mesi di lavori. Era stata chiusa il 19 marzo 2019 per permettere il rinnovo dell’allestimento e la pulitura di pitture e decori. È nella galleria voluta da Luigi XIV che è ora allestita la collezione dei diamanti della Corona, iniziata da Francesco I nel 1532, di cui oggi restano 23 gioielli. I lavori sono stati dettati dalla necessità di migliorare la presentazione di queste gemme, prima esposte, in una sala dell’ala Richelieu, tutte in un’unica vetrina troppo piccola e scomoda per i visitatori del museo, sempre più numerosi.

Nella Galerie d’Apollon i gioielli, disposti al centro in tre ampie vetrine secondo un allestimento cronologico, hanno raggiunto l’eclettica collezione di vasi di pietre dure iniziata da Luigi XIV e arricchita durante il regno di Napoleone I, esposta qui dal 1861. Il trasferimento dei diamanti della Corona è stato l’occasione per effettuare una pulitura in profondità delle 105 opere d’arte della galleria, compresi gli arazzi Gobelins, operazione che non si faceva dal 2004. Sono stati anche rifatti l’illuminazione e il sistema di sicurezza.

Questo salone è un luogo emblematico del palazzo del Louvre. Il Re Sole ne affidò il progetto all’architetto Louis Le Vau e al pittore Charles Le Brun. Ma fu completato solo due secoli dopo, tra il 1849 e il 1851, e vi lavorò anche Eugène Delacroix, che realizzò le pitture centrali del soffitto lasciato incompiuto da Le Brun. I gioielli reali conobbero a loro volta diverse vicissitudini. Molti furono fusi o venduti nel 1887 dall’indebitata Repubblica. Gli altri entrarono nelle collezioni del Louvre.

Tra questi è il famoso diamante «Le Régent», 140,64 carati, che per qualche tempo ornò la corona di Luigi XV. Il più antico è il «Côte de Bretagne», in spinello tagliato a forma di drago, che Claudia di Francia, moglie di Francesco I, ereditò dalla madre Anna di Bretagna. Ci sono poi anche la corona e lo splendido diadema di perle e diamanti dell’imperatrice Eugenia, moglie di Napoleone III, la parure di smeraldi dell’imperatrice Maria Luisa, seconda moglie di Napoleone I, e il diadema di smeraldi e diamanti della duchessa di Angoulême, nipote di Luigi XVIII.

Luana De Micco, 20 febbraio 2020 | © Riproduzione riservata

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I diamanti della Corona al centro della Galerie d’Apollon | Luana De Micco

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