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Gianfranco Ferroni
Leggi i suoi articoli«L’accoglienza è un’arte», afferma Antonello De Medici, autore del libro I paradossi dell’ospitalità. Gestione e sviluppo delle imprese alberghiere dal posizionamento strategico alla evoluzione del capitale umano a una visione della sostenibilità, pubblicato da Franco Angeli. In oltre duecento pagine De Medici racconta che cosa serve agli hotel per essere vincenti, grazie ad una lunga carriera come managing director in gruppi internazionali dell’ospitalità. Alla presentazione romana, dove ha partecipato Alessandra Priante, presidente di Enit, è stato sottolineato il valore della cultura nel mondo alberghiero: nel testo si sottolinea che gli hotel non sono «solo dei venditori di camere», e nello stesso tempo si avverte che occorre «rompere i pregiudizi» che «le istituzioni e le organizzazioni culturali siano distanti dalla visione di marketing della destinazione». E «sono i direttori di hotel e i marketing director illuminati che insieme ai gestori visionari di teatri, musei e produttori di eventi» possono generare «esempi virtuosi per costruire momenti di comune visibilità, di promozione sui propri clienti fidelizzati, di sviluppo di espansione del calendario con inserimenti oltre alla programmazione tradizionale destinando risorse concrete per sostenere la partnership». De Medici rileva che «un punto nodale nella creazione di partnership culturali è la pianificazione che molte istituzioni culturali siano esse pubbliche o private custodiscono gelosamente e rivelano solo last minute il calendario con una disconnessione verso i bisogni di programmazione e di investimento dell’hospitality».
Ecco che «il ritorno di brand awareness che generano collaborazioni con il Teatro alla Scala, il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro Massimo di Palermo, il Teatro dell’Opera di Roma è un esempio di quanto siano sinergiche le proposte per clienti profilati degli hotel che sarebbero felici di vivere esperienze in scenari unici con una continuità di stile di servizio anche nei teatri». Non solo: «La creazione di eventi celebrativi, lanci della programmazione, visibilità sui media sono ulteriori opportunità per mostre e per dare spazio a incroci virtuosi per costruire programmi esperienziali con visite guidate, incontri con i curatori ed anche momenti di incontro fra artisti e pubblici selezionati anche con interviste attraverso media specializzati e di settore». Inoltre, «le collaborazioni con il mondo della cultura» sono capaci di dar vita a «un ampio spettro di iniziative promosse da artisti e gallerie, agenzie di marketing e pubbliche relazioni, società di produzione di eventi, i quali possono generare contenuti per lo storytelling delle strutture di ospitalità se comprendono tempi, modi e costi per progettare insieme esperienze da offrire ad ospiti ed anche agli affluent locali per un ritorno di immagine e una copertura media che non avrebbero avuto senza queste iniziative». Sempre di più, in futuro, il mondo della cultura potrà creare valore grazie alle partnership con i protagonisti dell’ospitalità alberghiera.
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