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J.K. Rowling (b. 1965), Harry Potter and the Philosopher's Stone. London: Bloomsbury, 1997

Christie’s

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J.K. Rowling (b. 1965), Harry Potter and the Philosopher's Stone. London: Bloomsbury, 1997

Christie’s

Harry Potter, prima di diventare Harry Potter: in asta a Londra la rarissima bozza della «Pietra filosofale»

Si tratta di una versione embrionale del primo libro della saga, stampata da Bloomsbury in appena 200 esemplari e proposta da Christie’s con una stima di 10 mila e le 15 mila sterline

Camilla Sordi

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Sembra appartenere a un'epoca remota il tempo in cui nessuno sapeva nulla di binari nascosti a King’s Cross, di un ragazzo con una cicatrice a forma di saetta sulla fronte o di una sperduta scuola di magia. Così fa ancora più impressione ritornare agli anni in cui Harry Potter non era ancora un fenomeno letterario mondiale attraverso una versione embrionale della sua storia, quando essa era solo un manoscritto sconosciuto, custodito tra le pagine di una manciata di bozze di stampa. Era il 1997 e l’autrice, Joanne Rowling, muoveva i primi passi nel panorama editoriale britannico. Un momento a sua volta magico, che torna alla luce il prossimo 8 luglio, quando Christie’s offrirà, all’interno della vendita Valuable Books and Manuscripts including Cartography, un lotto che definire raro è riduttivo.

Si tratta di una uncorrected proof copy (una bozza non corretta) di Harry Potter and the Philosopher's Stone, stampata da Bloomsbury in appena 200 esemplari. Un oggetto mitico per i collezionisti, la cui stima oscilla tra le 10 mila e le 15 mila sterline. A guardarlo oggi, il volume non assomiglia affatto al fenomeno globale che avrebbe rivoluzionato la letteratura per ragazzi. Non c’è la celebre illustrazione di Thomas Taylor a dominare la copertina, ma una sobria veste grafica di cartoncino bianco con una banda gialla centrale. Del resto, queste copie non erano destinate agli scaffali delle librerie, ma venivano spedite a recensori e addetti ai lavori per generare il primo indispensabile passaparola, fondamentale per una esordiente.

Per comprendere la portata di questo ritrovamento, basti pensare alle proporzioni della primissima tiratura: «La bozza non corretta di Harry Potter fu distribuita prima della pubblicazione della prima edizione ed è, in realtà, molto più rara. Mentre la prima edizione cartonata fu stampata in una tiratura di 500 copie, della bozza furono realizzate soltanto 200 copie», sottolinea nuovamente Mark Wiltshire, Specialist del dipartimento Books & Manuscripts di Christie’s, commentando così l'eccezionalità del lotto.

L’esemplare di Christie's porta inoltre con sé i segni affascinanti di un’opera ancora in divenire. Nel frontespizio il nome dell’autrice compare come «J.K. Rowling», mentre nella pagina del copyright si legge «Joanne Rowling». Il testo stesso, che sarebbe stato leggermente risistemato per la prima edizione definitiva, conserva una delle anomalie grafiche più amate della saga: a pagina 53, nella lista del materiale scolastico richiesto ad Hogwarts, la dicitura «1 wand» (una bacchetta) è ripetuta due volte. Un errore di stampa quasi poetico, poi corretto nelle ristampe successive. A rendere il lotto un pezzo unico al mondo concorre poi un dettaglio fondamentale, ovvero la firma autografa di J.K. Rowling, apposta su un’etichetta editoriale della Bloomsbury incollata sull’half-title (il frontespizio ridotto). Al tempo una sigla, oggi un autografo da migliaia di sterline.

J.K. Rowling (b. 1965), Harry Potter and the Philosopher's Stone. London: Bloomsbury, 1997

J.K. Rowling (b. 1965), Harry Potter and the Philosopher's Stone. London: Bloomsbury, 1997

Camilla Sordi, 01 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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