Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Gypsum Gallery, Premiere section, Art Basel 2025

Julian Blum

Image

Gypsum Gallery, Premiere section, Art Basel 2025

Julian Blum

Gypsum Gallery porta il Mediterraneo ad Art Basel

La gallerie egiziana propone un dialogo tra due artisti che riflettono sul paesaggio come esperienza sensibile e immaginifica

Riccardo Deni

Leggi i suoi articoli

Nella sezione Premiere di Art Basel 2025, Gypsum Gallery - una delle realtà più interesanti del panorama artistico contemporaneo egiziano - presenta un dialogo raffinato tra due artisti che, pur da prospettive diverse, riflettono sul paesaggio come esperienza sensibile e immaginifica. Il duo scelto dalla galleria del Cairo per questa edizione riunisce le nuove tele di Dimitra Charamandas e le fotografie analogiche di Basim Magdy, in un allestimento che intreccia visioni mediterranee, derive geologiche e tensioni atmosferiche.

I dipinti di Charamandas, artista di origini greche, evocano una geografia intima e stratificata, dove il confine tra terra e mare si dissolve in superfici cromatiche dense, costruite per sottrazione e sedimentazione. La pittura diventa così un luogo mentale, sospeso tra memoria e materia, in cui i contorni si sfilacciano come coste erose dal tempo. È una riflessione sulla fragilità e sulla persistenza, dove l’elemento naturale si carica di valenze simboliche.

Accanto a lei, l’universo visivo di Basim Magdy prende forma attraverso fotografie analogiche che indagano paesaggi vulcanici e costieri, restituiti con colori alterati, quasi radioattivi, frutto di interventi manuali sulla pellicola. Magdy, noto per la sua pratica che fonde immaginario scientifico e finzione narrativa, propone qui una geologia visionaria, in cui la natura appare trasfigurata da una luce instabile, come in un futuro disallineato.

Insieme, i lavori dei due artisti costruiscono un racconto stratificato, dove la geografia non è solo un dato fisico, ma un dispositivo emotivo e politico. La scelta curatoriale della galleria Gypsum - fondata al Cairo nel 2013 e da anni punto di riferimento per l’arte contemporanea del Medio Oriente e del Nord Africa - si dimostra ancora una volta capace di tenere insieme linguaggi diversi in un discorso coerente e fortemente poetico.

Riccardo Deni, 19 giugno 2025 | © Riproduzione riservata

Riccardo Deni

Leggi i suoi articoli

Altri articoli dell'autore

Dalla riscoperta di artisti dimenticati alla nuova edizione coreana del magazine Frieze: Seul diventa un laboratorio per ripensare il sistema dell’arte

Celebre per le composizioni audaci, i punti di vista inusuali e l’uso espressivo del colore, l’incisore ha segnato profondamente anche l’evoluzione dell’arte occidentale

Una nave romana lunga circa ventuno metri, con un carico di centinaia di anfore ancora sul fondale, è stata individuata a 45 metri di profondità al largo di Mazara del Vallo. La scoperta, nata dalla segnalazione di due pescatori subacquei e confermata dalla Soprintendenza del Mare e dai Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, apre un nuovo capitolo per l'archeologia subacquea italiana. Più che un semplice relitto, il sito conserva un contesto archeologico pressoché integro, destinato a fornire nuove informazioni sulle rotte commerciali e sugli scambi nel Mediterraneo romano.

Vicino a Verona, l'ex quartier generale sotterraneo della NATO sarà trasformato entro il 2029 in un museo dedicato alla Guerra Fredda. Con oltre cento ambienti, un chilometro di gallerie e il primo nodo europeo di ARPANET, West Star rappresenta una delle più importanti testimonianze dell'architettura militare del secondo Novecento e di un'epoca segnata dall'equilibrio del terrore.

Gypsum Gallery porta il Mediterraneo ad Art Basel | Riccardo Deni

Gypsum Gallery porta il Mediterraneo ad Art Basel | Riccardo Deni