Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Sophie Seydoux
Leggi i suoi articoliLa selezione di Giulia Colletti per la seconda edizione della Italian Fellowship for Curatorial Research segnala una precisa direzione nella politica culturale italiana: investire sulla curatela come dispositivo critico e infrastruttura di mediazione internazionale. Il programma, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura in collaborazione con la American Academy in Rome, si configura come piattaforma di posizionamento per una nuova generazione di curatori attivi su scala transnazionale.
Il progetto vincitore, Italian Brainrot. Dalla rottura futurista al linguaggio algoritmico, si colloca in un campo di ricerca sempre più centrale: la relazione tra linguaggio, tecnologia e immaginari culturali. Colletti assume il fenomeno del “brainrot” -produzione linguistica accelerata, deformata e virale- come sintomo di una trasformazione più ampia, in cui le forme espressive emergono dall’interazione tra cultura digitale e infrastrutture computazionali. La specificità del progetto risiede nella costruzione di una genealogia. Il “brainrot” viene messo in relazione con le avanguardie storiche, in particolare con il Futurismo, interpretato come dispositivo linguistico e performativo oltre che estetico. In questa prospettiva, la sperimentazione verbo-visiva delle avanguardie non appare come episodio chiuso, ma come antecedente delle attuali pratiche algoritmiche.
Il riferimento alle retoriche contemporanee della tecnologia -dal tecno-ottimismo alle narrazioni sull’intelligenza artificiale- introduce una dimensione critica ulteriore. L’Italia emerge come caso di studio ambiguo: da un lato periferia tecnologica percepita, dall’altro nodo strategico nelle infrastrutture energetiche e digitali globali. Il progetto suggerisce che questa rappresentazione sia parte di una costruzione epistemica funzionale alla gestione di flussi e risorse. In questo senso, la ricerca di Colletti si inserisce in un più ampio spostamento della pratica curatoriale verso territori ibridi, dove teoria, infrastrutture e produzione artistica si intrecciano. Il suo percorso professionale riflette già una posizione decentrata rispetto ai tradizionali assi euro-americani, privilegiando reti e contesti multipli.
La residenza presso l’American Academy in Rome, attiva fino a giugno 2026, prevede una restituzione pubblica sia in Italia sia negli Stati Uniti. Questo doppio output non è secondario: costruisce una traiettoria di circolazione del discorso curatoriale, trasformando la ricerca in strumento di diplomazia culturale. La scelta della giuria -composta da figure istituzionali e indipendenti- sottolinea la coerenza teorica e la capacità del progetto di attivare relazioni con il sistema artistico statunitense. È su questo terreno che la fellowship misura la propria efficacia: non solo produzione di contenuti, ma attivazione di reti e possibilità di inserimento nel circuito internazionale.
Il caso Colletti evidenzia una trasformazione più ampia del ruolo curatoriale. Da figura mediatrice tra artista e pubblico, il curatore assume una funzione analitica, capace di interrogare le condizioni stesse della produzione culturale. In un contesto segnato dall’espansione delle tecnologie e dalla ridefinizione dei linguaggi, la curatela si configura sempre più come spazio di elaborazione critica, in cui il passato delle avanguardie e il presente algoritmico vengono messi in tensione.
Sophie Seydoux
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Il Comitato del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO ha inserito Chersoneso Taurica, antica colonia greca della Crimea iscritta come sito ucraino nel 2013, nella Lista del Patrimonio Mondiale in Pericolo. La decisione riconosce i rischi derivanti dall'occupazione russa, dalle trasformazioni del sito e dagli interventi non autorizzati, riaccendendo il dibattito sul ruolo dell'UNESCO nella tutela del patrimonio culturale nei territori contesi.
Dal 18 luglio al 3 agosto torna sull’isola siciliana la residenza d’artista fondata nel 2021 da Alvise e Ilaria Baia Curioni. Otto artisti e collettivi internazionali lavoreranno per due settimane e mezzo tra ricerca, performance, suono, immagini e pratiche partecipative, fino all’Open House del 2 agosto che apre al pubblico gli spazi della residenza
Dal 20 settembre al 25 ottobre PALAZZOIRREALE, il centro per l'arte contemporanea promosso dalla Fondazione Bosca a Canelli, presenta Frammenti di durata, mostra di Ludovica Carbotta e Jacopo Benassi curata da Maria Chiara Valacchi. Attraverso scultura, installazione e performance, il progetto esplora il tempo come processo di trasformazione, mettendo in dialogo la ricerca artistica con la storia della villa liberty e il paesaggio vitivinicolo del Monferrato.
Artcurial porta sul mercato una delle più importanti vendite dell'anno con Le goût Rothschild en héritage, dedicata all'eredità di Henri de Rothschild. Dipinti, porcellane di Sèvres, libri rari e manoscritti raccontano oltre un secolo di collezionismo aristocratico europeo. L'asta (n. 6587) si terrà il 22 settembre 2026 alle ore 14.30 nella sede di Artcurial a Parigi, accompagnata da un'esposizione pubblica dedicata a una delle più straordinarie collezioni private rimaste in ambito familiare.



