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Giovanni Lista (2009), Photo Paolo Aldi.

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Giovanni Lista (2009), Photo Paolo Aldi.

Giovanni Lista, lo storico dell'arte che ha riscritto la storia del Futurismo

Scomparso a Parigi il 3 ottobre, all'età di 83 anni, Giovanni Lista è stato uno dei maggiori studiosi del Futurismo e delle avanguardie del Novecento. Ricercatore e direttore di ricerca al CNRS, ha contribuito a rinnovare la lettura internazionale del movimento attraverso studi su Marinetti, Balla, Boccioni e Russolo, restituendone la portata sperimentale e l'influenza sulle avanguardie successive. Fondamentali le sue ricerche sulla fotografia futurista, culminate nella mostra parigina del 1981, e la fondazione della rivista «Ligeia», punto di riferimento del dibattito critico dal 1988.

Bianca Cerrina Feroni

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Storico e critico d'arte, tra i maggiori studiosi internazionali del Futurismo e delle avanguardie del Novecento, Giovanni Lista è morto il 3 ottobre a Parigi, sua città d'adozione dal 1970. Nato nel 1943 nei pressi di Perugia, ha svolto gran parte della propria carriera in Francia, prima come ricercatore e successivamente come direttore di ricerca al CNRS. Era stato insignito delle onorificenze di Chevalier des Arts et des Lettres e di cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana.

Al centro del suo lavoro vi è stata la volontà di restituire al Futurismo il ruolo fondativo nella storia delle avanguardie del Novecento. Attraverso decenni di ricerche, Lista ha mostrato come le strategie elaborate dal movimento, dal manifesto alla provocazione, dalla sperimentazione dei linguaggi alla ridefinizione del rapporto tra arte e pubblico, abbiano costituito un modello per numerose esperienze artistiche successive.

Con i suoi studi su Filippo Tommaso Marinetti, Luigi Russolo, Giacomo Balla e Umberto Boccioni, è diventato in Francia un riferimento imprescindibile per la conoscenza del Futurismo, contribuendo a rinnovarne profondamente la storiografia. Fondamentale, in questo percorso, l'antologia Futurisme: manifestes, proclamations, documents (1973), con la quale ha favorito una rilettura del movimento che, superando un'interpretazione prevalentemente legata ai suoi rapporti con il fascismo, ne ha riportato in primo piano la portata estetica, sperimentale e rivoluzionaria.

Particolarmente importanti sono state le sue ricerche sulla fotografia futurista, che hanno permesso di riportare alla luce centinaia di fotografie e fotomontaggi fino ad allora sconosciuti. Attraverso questo lavoro, Lista ha contribuito a definire un ambito di studio oggi pienamente riconosciuto nella storia della fotografia moderna. Da queste indagini nacque la prima grande mostra dedicata al tema, Photographie futuriste italienne, 1911-1939, presentata nel 1981 al Musée d'Art Moderne de la Ville de Paris.

Autore di numerosi saggi, in Francia ha ricevuto il Prix Georges Jamati per i suoi studi sul teatro. In Italia gli è stato assegnato il Premio Giubbe Rosse per il volume autobiografico Lo sperma nero ovvero «sono, dunque scrivo», una riflessione intellettuale ed esistenziale sul significato della scrittura e sul proprio lavoro di ricerca.

Nel 1988 ha fondato la rivista «Ligeia», il cui nome richiama la sirena dalla «voce chiara» della mitologia greca. Fino al 2025, la pubblicazione è stata uno spazio di confronto tra la ricerca storico-artistica e le voci dell'arte contemporanea, accogliendo posizioni critiche, interrogativi e prospettive differenti.

L'eredità di Giovanni Lista risiede soprattutto nell'aver restituito alle avanguardie storiche la loro complessità e la loro capacità di incidere sul presente. Il suo lavoro ha contribuito a ridefinire la posizione del Futurismo nella storia dell'arte internazionale, ampliandone la conoscenza attraverso documenti, immagini e interpretazioni che rimangono fondamentali per gli studi sul Novecento.

Bianca Cerrina Feroni, 19 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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