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Samantha De Martin
Leggi i suoi articoliLa grande festa dell’archeologia è un itinerario diffuso che quest’anno vedrà, per la prima volta, l’apertura al pubblico di 38 cantieri archeologici in corso d’indagine nei quali i cittadini potranno assistere, con il supporto dei funzionari archeologi, al «dietro le quinte» della ricerca e della tutela. È questa la grande novità dell’edizione diciassette delle Giornate Europee dell’Archeologia, in programma da venerdì 12 a domenica 14 giugno. In totale saranno oltre cento le aperture straordinarie gratuite di depositi, laboratori di restauro, archivi di documentazione, accanto a visite guidate, incontri con archeologi e ricercatori, conferenze, presentazioni delle più recenti scoperte.
Promossa a livello europeo dall’Institut national de Recherches Archéologiques Préventives (Inrap), sotto l’egida del Ministero della Cultura francese e con il patrocinio del Consiglio d’Europa, l’iniziativa dal 2019 è estesa a tutta Europa, coordinata in Italia dal Ministero della Cultura, per il tramite della Direzione Generale Musei e della Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio.
L’edizione italiana 2026, coordinata dal MiC nell’ambito delle linee strategiche promosse dal ministro Alessandro Giuli per la valorizzazione e la diffusione della conoscenza del patrimonio archeologico nazionale, si aprirà il 12 giugno con l’inaugurazione organizzata dall’Ica - Istituto Centrale per l’Archeologia al Complesso monumentale del San Michele a Roma. Ci sarà un kick-off nazionale in videoconferenza delle Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio italiane che apriranno, in via del tutto eccezionale, cantieri di scavo e aree normalmente interdette, per restituire ai cittadini l’archeologia nel suo farsi.
Le Giornate Europee dell’Archeologia quest’anno sono infatti dedicate al tema «Archeologia in corso / Archaeology in the Making», un invito a guidare il pubblico nel cuore dei processi della ricerca archeologica, tra i luoghi della conservazione, dello studio e della valorizzazione del patrimonio culturale, per raccontare, accanto ai risultati della ricerca, i processi che li hanno resi possibili e il lavoro quotidiano di chi preserva, interpreta e restituisce il patrimonio alla collettività.
«Porteremo le persone dove il passato prende forma, tra le mani, la fatica di chi studia e riesce a consegnarci la passione del domani», ha detto Mirella Serlorenzi, direttrice dell’Istituto centrale per l’archeologia.
In Basilicata, dove non vi sarà la possibilità di mostrare i cantieri aperti, i visitatori saranno accompagnati negli archivi per percepire l’immagine del cantiere attraverso la sua documentazione.
Luigi La Rocca, capo dipartimento per la tutela del patrimonio culturale, ha ribadito come le giornate saranno l’occasione «per dare al pubblico la possibilità di assistere ai processi della ricerca e far comprendere la complessità di questi cantieri, talvolta percepiti dai cittadini come un disagio». «Le Giornate Europee dell’Archeologia, ha ribadito La Rocca, costituiscono un’importante occasione per mettere a confronto le pratiche di tutela, le metodologie di ricerca e i percorsi di comunicazione e di diffusione delle conoscenze del patrimonio archeologico nei diversi Paesi europei».
Un’altra novità riguarderà «Archeologia in corso-Democrazia e dialogo», iniziativa organizzata dall’Ica il 12 e 13 giugno, al Complesso monumentale del San Michele, tra tavole rotonde aperte al confronto con il pubblico, accesso ai laboratori in collaborazione con gli Istituti Centrali per il Restauro e per il Catalogo e la Documentazione, la restituzione delle principali scoperte 2025-26, e ancora interventi musicali e chiusura conviviale al Cortile degli Aranci.
Samantha De Martin
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