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Jenny Dogliani
Leggi i suoi articoli«La toppa è peggio del buco», cita un vecchio detto popolare. Ma non quando è d’artista. Nata per riparare e per coprire uno strappo, la toppa è il simbolo di un’economia del necessario che ricuce, prolunga, trattiene. Traslata nel mondo dell’arte contemporanea è un elemento di unione che annulla le distanze e crea comunità. Una nobile metafora per la nobile iniziativa con cui la Fondazione Arte CRT porta per la prima volta a Venezia il progetto Pastis, curato da Nicolas Ballario e giunto alla quinta tappa. Pastis, che in piemontese significa pasticcio, ovvero un felice disordine, è nato come secret breakfast su invito. Adesso, dopo il grande e recente successo di Bologna (ArteFiera), Milano (Miart) e Torino (Artissima), questa dinamica e virtuosa comunità itinerante animerà la città lagunare in occasione del vernissage della 61. Esposizione Internazionale d’Arte. «Pastis è un’opportunità per fare networking al di fuori dei luoghi canonici dell’arte contemporanea; un momento di ritrovo e confronto conviviale tra persone che gravitano e operano in questo mondo; un modo per scoprire e ri-scoprire luoghi significativi e simbolici nelle città in cui si realizza. Naturalmente, è anche un’occasione per far conoscere la Fondazione Arte CRT», spiega Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente di Fondazione Arte CRT.
Nicolas Ballario a Pastis
Il mantra è quello di stare insieme per creare legami, riattivare il rapporto tra persone, arte e città, fuori dai contesti istituzionali e codificati, dove il networking non è quasi mai dichiarato, ma spesso accade. Marcello Maloberti, Giulia Cenci, Benni Bosetto e Monia Ben Hamouda sono stati invitati a ideare quattro toppe in edizione limitata, che saranno applicate sugli indumenti degli invitati alla serata di Pastis in programma il 7 maggio. L’operazione si svolgerà nello storico atelier sartoriale veneziano, Atelier Nicolao, da martedì 5 a venerdì 8 maggio. Aperto nel 1980 da Stefano Nicolao, è una sartoria storica specializzata nella realizzazione di costumi d’epoca per teatro, cinema e opera. Si trova nel sestiere di Cannaregio, in una delle zone della Venezia più operosa e meno legata al turismo. Popolato da luce diffusa, tavoli da taglio, macchine da cucire, scaffali pieni, stoffe, fili, parrucche e figurini, l’Atelier Nicolao ospiterà anche il party Pastis, la serata conviviale animata da musica e drink che proseguirà a Venezia la missione di costruire e consolidare una community attiva, «capace di amplificare i valori e la visione dell’istituzione attraverso reti personali e professionali», spiegano da Fondazione Arte CRT. Pastis coinvolgerà inoltre l’invito all’evento a studentesse e studenti dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, «con l’obiettivo di offrire loro uno spazio di partecipazione reale al sistema dell’arte contemporanea e di farli sentire parte integrante dell’atmosfera della Biennale». Uno spazio di scambio e confronto, dunque, che si costruisce per prossimità, attraversando luoghi simbolici e riattivandoli, trasformandoli in occasioni d’uso. «Pastis è un momento conviviale, senza alcuno scopo apparente se non quello di incontrarsi, conoscersi, chiacchierare insieme. Il format è stato sperimentato per la prima volta durante Artissima nell’omonimo bar Pastis di Torino, ma non si chiama così per questo: Pastis in piemontese significa pasticcio ed è esattamente questo lo scopo, mettere insieme personalità diverse tra loro, per fare confusione e network; il luogo esatto del ritrovo, è sempre e comunque un locale storico della città ospitante, un luogo importante per l’arte o per la comunità artistica», conclude Ballario.
La Fondazione Arte CRT, ente «art oriented» della Fondazione CRT e principalmente attiva sul territorio regionale e locale, ha celebrato nel 2025 i suoi venticinque anni di sostegno all’arte contemporanea. Dalla nascita, nel 2000, la Fondazione mette in campo azioni concrete volte a valorizzare talenti e ad arricchire il patrimonio culturale, e alimenta un’estesa collezione di opere d’arte contemporanea, diventata nel tempo tra le più prestigiose a livello nazionale e internazionale: quasi 1.000 opere realizzate da circa 380 artisti, per un investimento complessivo di oltre 43 milioni di euro.
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