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Stefano Luppi
Leggi i suoi articoliFirenze. L’Opera di Santa Maria del Fiore ha acquistato, dalla galleria Mehringer Benappi presente alla recente Biennale internazionale dell’antiquariato di Firenze, tre sculture di Arnolfo di Cambio e di Tino da Camaino, già parte documentata del Duomo fiorentino costruito da Arnolfo stesso a partire dal 1296. Le opere saranno presto esposte nel nuovo Museo dell’Opera, inaugurato due mesi fa.
Di Arnolfo è un Apostolo in marmo alto 118 centimetri rimosso dalla facciata della cattedrale nel 1587, passata successivamente nei depositi dell’Opera e da lì, nel corso del XIX secolo, alla collezione dei marchesi Torrigiani e quindi al mercato privato.
Le altre due sculture raffigurano due angeli reggidrappo del senese Tino di Camaino, provenienti dalla tomba del vescovo Antonio d’Orso, realizzata intorno al 1321 per la controfacciata del Duomo. Queste opere, alte rispettivamente 36,5 cm e 35cm, decoravano la cimasa del perduto tabernacolo architettonico del monumento.
La galleria Mehringer Benappi al momento dell’acquisto ha inoltre donato al Museo un’opera inedita: una testa in gesso dell’artista Urbano Lucchesi risalente al 1883, preparatorio per la statua del «San Giuda Apostolo» realizzata per la facciata ottocentesca della cattedrale.
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Tino di Camaino, Angelo
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