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Giorgio Valentini
Leggi i suoi articoliNasce in Emilia-Romagna un nuovo progetto destinato a rafforzare la valorizzazione del patrimonio culturale ebraico italiano. La Fondazione Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (Meis) di Ferrara ha avviato le procedure per unirsi alla Fondazione Museo Ebraico di Bologna (Meb), con l’obiettivo di dare vita a un polo museale articolato su due sedi (la prima come centro principale e la seconda come sede distaccata) sotto un’unica governance.
Il progetto, già approvato dai Consigli di amministrazione dei due enti, dovrà ora affrontare i successivi passaggi istituzionali, a partire dall’approvazione del nuovo statuto da parte dei soggetti partecipanti, tra cui il Ministero della Cultura.
«Il centro essenziale di questa operazione risiede nella missione culturale che accomuna i due musei», sottolinea il presidente delle due istituzioni Guido Ottolenghi. La nuova struttura punta a mettere in comune competenze professionali, sviluppare una progettazione coordinata tra Ferrara e Bologna e ampliare l’offerta educativa e culturale, rafforzando il ruolo dei due musei come riferimento nazionale per la narrazione dell’Ebraismo italiano. Un modello che, nelle intenzioni, potrebbe aprire la strada anche a future collaborazioni con altre istituzioni.
Il Meis, istituito per legge nel 2003 e inaugurato nel 2017 dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, racconta oltre duemila anni di presenza ebraica in Italia attraverso un percorso permanente, mostre temporanee, attività didattiche, una biblioteca specializzata e un ricco programma culturale. Nel 2027 il museo presenterà un completo riallestimento del percorso espositivo.
Fondato nel 1999 e ospitato nel cinquecentesco Palazzo Pannolini, nel cuore dell’antico ghetto cittadino, il Museo Ebraico di Bologna affianca alla collezione permanente un’intensa attività espositiva e divulgativa, con incontri, concerti, rassegne come «Jewish Jazz», una biblioteca specializzata e un centro di documentazione con una consolidata rete di relazioni scientifiche nazionali e internazionali.
Giorgio Valentini
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