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Il falsario Han van Meegeren mostra la sua opera «L’ultima cena», dipinta nello stile di Vermeer. 1984, Fotocollectie Anefo

Foto Rob C. Croes, courtesy Nationaal Archief NL

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Il falsario Han van Meegeren mostra la sua opera «L’ultima cena», dipinta nello stile di Vermeer. 1984, Fotocollectie Anefo

Foto Rob C. Croes, courtesy Nationaal Archief NL

Falsi d’arte: la Cassazione sposta il focus dall’opera all’artista

Sono delle opere forse erroneamente attribuite al celebre artista Pietro Manzoni a mettere al centro della tutela l’integrità dell’identità artistica e l’immagine culturale e sociale delle proprie opere, piuttosto che la violazione del diritto d’autore

Con l’ordinanza n. 15821/2026 la Cassazione interviene su una controversia relativa ad alcune opere attribuite a Piero Manzoni, che i fratelli dell’artista, Elena e Giuseppe Manzoni, avevano chiesto di dichiarare non autentiche. La Corte d’Appello di Milano aveva ricondotto l’azione alla tutela del diritto morale d’autore, riconoscendo agli eredi la possibilità di disconoscere la paternità delle opere ai sensi degli artt. 20 e 23 della Legge sul diritto d’autore. La Suprema Corte corregge l’inquadramento: la falsa attribuzione di un’opera non lede, in senso tecnico, il diritto morale d’autore, perché quest’ultimo protegge il legame tra l’autore e l’opera effettivamente creata. Nel falso d’arte non si tratta di difendere un’opera dell’ingegno dell’artista, ma di impedire che il suo nome e la sua reputazione vengano associati a un lavoro estraneo alla sua produzione. 

Il cuore della tutela si sposta così dal diritto d’autore al diritto all’identità artistica: l’artista ha il diritto di preservare la propria immagine sociale e professionale, cioè il modo in cui la sua personalità creativa viene percepita nel mondo dell’arte, anche opponendosi alla falsa attribuzione di azioni che siano rilevanti nell’apprezzamento sociale della personalità. Questa tutela può essere azionata anche dai familiari, quando esista un interesse fondato su ragioni meritevoli di protezione. Nel caso di specie, tale interesse viene dedotto dall’attività svolta dagli eredi per salvaguardare il nome, l’immagine e il prestigio dell’artista, anche attraverso l’istituzione della Fondazione Piero Manzoni. 

La pronuncia segna un cambio di prospettiva: pur ribadendo l’orientamento consolidato della Suprema Corte, secondo cui l’autenticità di un’opera non può essere oggetto di accertamento giudiziale autonomo, essa riconosce che tale verifica possa assumere rilievo quando la falsa attribuzione si traduca in una lesione dell’identità artistica dell’autore.

Laura Castelli, 30 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

Laura Castelli

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