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È nato un osservatorio che mappa le traiettorie e le reti internazionali degli artisti dopo l’Italian Council

Presentata ad Artissima la ricerca promossa con Osservatorio Arte Contemporanea, Intesa Sanpaolo e Il Giornale dell'Arte tra l'analisi dei percorsi professionali, i progetti di Andreco in Cina e le nuove prospettive di finanziamento

Che cosa accade a un artista, a un curatore o a un ricercatore quando si esaurisce lo slancio di un finanziamento pubblico? Quale valore reale e permanente rimane nel suo percorso e nel volano culturale che è riuscito ad attivare? Sono gli interrogativi critici e concreti da cui muove «Geografie dell’arte italiana contemporanea», l'ampia ricerca ideata dall’Osservatorio Arte Contemporanea - piattaforma fondata da Silvia Anna Barrilà, Maria Adelaide Marchesoni, Marilena Pirrelli e Franco Broccardi - e sostenuta da Intesa Sanpaolo in collaborazione con Il Giornale dell’Arte. Presentata il 30 ottobre negli spazi di Artissima a Torino durante la tavola rotonda «Talento, reti, opportunità: che cosa si apre dopo l’Italian Council?», la ricognizione si propone di tracciare la mappa delle ricadute professionali e relazionali generate, in particolare, dall’Ambito 3 – Sviluppo dei talenti del programma promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

A introdurre la riflessione è stata Antonella Crippa, Art Advisory & Fair Value Coordinator di Intesa Sanpaolo, che ha sottolineato come la fiera torinese sia il contesto d'elezione per accendere una lente analitica sul sostegno alla creatività giovanile. «Siamo qui per riflettere sugli strumenti utili a favorire la creatività contemporanea, in un luogo come Artissima che storicamente sostiene in modo efficiente ed efficace i giovani artisti e le piattaforme relazionali», ha spiegato Crippa, ricordando il valore politico ed emotivo del favorire gli scambi internazionali. «In un momento storico in cui i confini sembrano sempre più rigidi e meno permeabili, immaginare un dispositivo che favorisca le relazioni è emozionante e restituisce una visione positiva». L'intervento della Banca si inserisce in una precisa scelta strategica delle Gallerie d'Italia: «Se qualcuno conosce la nostra programmazione, sa che storicamente siamo stati concentrati su un'altra fascia generazionale. Questa azione va a completare un panorama ampio, consentendoci di stare vicini alla creatività mentre muove i primi passi e accogliendo nelle nostre sedi momenti di restituzione di questa ricerca».

La prospettiva istituzionale è stata tracciata da Matteo Piccioni, referente dell'Italian Council per la Direzione Generale Creatività Contemporanea, alla vigilia del decennale dell'istituzione del programma annunciato nel 2016. «In dieci anni tantissime cose sono cambiate: le risorse sono sensibilmente aumentate, passando dai 500 mila euro del primo bando agli attuali 2,7 milioni di euro, a riprova che il Ministero intende investire su questo aspetto», ha evidenziato Piccioni. Ricordando l'evoluzione dell'Italian Council 2.0 nel 2019 e la nascita dell'Ambito 3 nel 2020, il funzionario ha dettagliato la struttura dell'ultima edizione, calibrata su 20 borse complessive (assegnate in modo distinto tra residenze e ricerche per artisti, curatori e critici) per garantire valutazioni omogenee tra pari. Piccioni si è soffermato sul rigore della selezione e sulle garanzie formali richieste: «Parlando di soldi pubblici abbiamo bisogno di garanzie: chiediamo una lettera dell'istituzione internazionale ospitante. Ma questo non significa che l'Italian Council sia riservato solo a chi ha già reti solide: la borsa da 15 mila euro serve proprio a fare il balzo internazionale a chi ha già un primo contatto. La competizione è alta, riceviamo dai 150 ai 200 progetti all'anno per l'Ambito 3 e la metà sono ottime candidature. Ma non ottenere il grant subito non è un giudizio di valore sul lavoro dell'artista». Rispondendo al monitoraggio continuo sui progetti, Piccioni ha rivelato la capacità del Ministero di rimodulare gli interventi di fronte alle crisi geopolitiche ed emergenziali: «Ci capita di dover coordinare e consigliare gli artisti per riorganizzare la ricerca. È successo dopo il 7 ottobre, quando abbiamo aiutato un artista bloccato a Betlemme in un centro d'arte palestinese a rientrare e riconfigurare il lavoro, ed è accaduto di recente negli Emirati Arabi per le tensioni nel Golfo. La borsa nasce su una relazione iniziale, ma nel tempo la rete si espande come una struttura neuronale, raddoppiando o triplicando i partner ospitanti». Guardando al futuro, Piccioni ha anticipato la volontà di trasformare il bando verso formule ancora più inclusive: «Il nostro obiettivo è rendere il sistema del tutto comparabile ai programmi internazionali, snellendo la burocrazia e valutando l'introduzione di una borsa base, un kick-off minimo, per consentire anche a chi parte da zero di viaggiare e stringere le prime relazioni».

I dati quantitativi della prima fase della ricerca sono stati illustrati da Maria Adelaide Marchesoni dell'Osservatorio Arte Contemporanea. Nel periodo compreso tra il 2020 e il 2026, l'Ambito 3 ha sostenuto 157 progetti per un investimento complessivo di 2,03 milioni di euro. Per misurare la reale capacità della sovvenzione di generare valore professionale sul lungo periodo, l'Osservatorio ha preso in esame un primo campione di 29 beneficiari dell'edizione 2024, osservandone lo sviluppo nell'arco di un biennio. I progetti mappati abbracciano 16 Paesi (dall'Australia alla Cina, dal Brasile al Regno Unito) e spaziano dalla pittura alla performance, dalle installazioni alla pubblicazione di saggi. «Sui primi due ambiti dell'Italian Council c'è già un'attenzione intensa, perché le opere entrano nei musei e gli artisti vanno alle biennali», ha rilevato Marchesoni. «Noi ci siamo chiesti: qual è l'output finale e il valore professionale che una persona crea attraverso la borsa di 15 mila euro? Tutti i beneficiari hanno già al loro attivo un merito riconosciuto dalla giuria; la nostra analisi serve a capire come quell'iniziale finanziamento si traduca in nuove mostre, pubblicazioni, conferenze e cattedre universitarie, trasformando la mappatura in una vera e propria community le cui testimonianze saranno restituite al pubblico attraverso podcast e incontri nelle sedi delle Gallerie d'Italia».

A portare gli esiti sul campo della borsa dell'Italian Council è stato l'intervento di Andreco (Andrea Conte), artista visivo e ingegnere ambientale che si è aggiunto al tavolo, portando una testimonianza in prima persona del valore del progetto. Vincitore dell'edizione 2024 (IC13) con il progetto Future Environment, incentrato sull'ecologia politica e sul razzismo ambientale lungo il fiume Yangtze e nei contesti industriali cinesi, l'artista ha raccontato il valore di accelerazione impresso dal grant statale: «Io sono un artista che basa la propria produzione sulla ricerca sul campo. Ho scelto di lavorare in Cina e in Brasile per analizzare le criticità ambientali e raccogliere dati, ospitato dall'Università Tongji di Shanghai. L'Italian Council mi ha dato la possibilità di concretizzare e internazionalizzare una ricerca sui fiumi che portavo avanti da anni. Durante la permanenza ho realizzato una mostra nello spazio espositivo dell'università, traducendo i dati sull'impatto antropico del fiume Yangtze in una serie di sculture». Un percorso di ricerca che ha innescato uno sviluppo istituzionale del tutto imprevisto: «Mappando gli impatti industriali sul fiume ho realizzato un lavoro critico, e i ricercatori che mi ospitavano erano inizialmente preoccupati. Tuttavia, non si trattava di un'accusa ideologica ma di un lavoro sensibile. Non c'è stata alcuna censura, tanto che alcuni curatori hanno notato l'opera e mi hanno invitato a presentare il progetto all'interno del Padiglione Cinese alla Triennale di Milano. Senza il sostegno dell'Italian Council non avrei mai potuto trascorrere quei due mesi di ricerca continuativa ed efficiente all'estero, trasformando quel primo contatto in un'opportunità di carriera così rilevante».

La tavola rotonda ha così confermato come il sostegno pubblico alla creatività contemporanea debba trascendere la logica dell'erogazione a fondo perduto, configurandosi come un'infrastruttura di relazioni e di conoscenze capaci di proiettare la cultura italiana all'interno del dibattito internazionale e di restituire alla società strumenti di comprensione della realtà presente.

Redazione, 31 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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