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Riccardo Deni
Leggi i suoi articoliAd aprire idealmente il resoconto di una serata a suo modo storica è una delle voci più liriche e provocatorie dell’espressionismo austriaco: Egon Schiele, con «Nudo femminile, appoggiato su un braccio». Datata 1912, l’opera — una gouache, acquerello e matita su carta — è attraversata da una tensione tra intimità e vulnerabilità, incarnata dalla figura forse identificabile con Wally Neuzil, modella e compagna dell’artista. Non si tratta solo di un nudo, ma di una rappresentazione quasi psichica del corpo, le cui forme contratte sembrano celare un turbamento profondo. Stimata tra i 400 e i 600 mila euro, l'opera è stata contesa fino a raggiungere i 565 mila euro*.
In netto contrasto, ma ugualmente evocativa, la tela di Carl Moll, «Garten in Döbling», ci trasporta in una dimensione domestica, ordinata, quasi contemplativa. Il giardino viennese ritratto, che appartenne al medico Julius Tandler — figura chiave della Vienna Rossa — è anche un documento visivo di un'epoca in bilico tra riforme sociali e raffinatezza borghese. L'opera, valutata inizialmente 100-180 mila euro, ha raggiunto i 536.7 euro, a testimonianza di un crescente interesse per l’ambiente pittorico secessionista, anche oltre i nomi più noti, oggi rivalutato anche in chiave politica e culturale.
Dal silenzio strutturato di Moll si passa al sogno fluttuante di Marc Chagall con «Le retour au village». Qui, la logica narrativa si dissolve a favore di un immaginario sospeso, dove amanti, luna e fiori si intrecciano in una visione più onirica che reale. La cifra simbolica di Chagall resta invariata, come un lessico personale che continua a parlare al collezionismo internazionale: l’opera è passata da una stima di 200-300 mila euro a un risultato finale di 455 mila euro.
Identificativa dello stile dell'autore anche «Piazza d’Italia» di Giorgio de Chirico. La sua architettura metafisica, fatta di ombre immobili e prospettive sfuggenti, non è solo enigma visivo, ma anche interrogazione filosofica sul tempo e sull’identità. In un mercato dove il fascino dell'autore non smette di convincere i collezionisti a puntare su di lui, l'opera è salita fino a un'aggiudicazione da 520 mila euro.
Chiude la panoramica di risultati Alfons Walde, con «Rast»: una scena alpina che fonde forma pittorica e spirito d'esplorazione. Le sue montagne non sono solo paesaggio, ma architettura dell’anima tirolese, tra isolamento e bellezza. L’opera, partita da una base di 70-130 mila euro, ha raggiunto i 494 mila euro, riportando alla luce una stagione pittorica che, pur meno esposta mediaticamente, rivela oggi un potenziale evocativo di forte attualità. Come ci indica il record di Dorotheum, in questo mondo velocissimo l'arte ci riporta infatti al valore del tempo sospeso, dell’enigma e della visione.
Egon Schiele, Nudo femminile, appoggiato al braccio, 1912
Riccardo Deni
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