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Samantha De Martin
Leggi i suoi articoliLa Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte (BiASA) dopo oltre un secolo lascia Palazzo Venezia per trasferirsi nella nuova sede di Palazzo San Felice. Come annunciato sul sito di ViVe-Palazzo Venezia e Vittoriano, l’Agenzia del Demanio ne ha disposto la chiusura, «per le operazioni propedeutiche al trasferimento nella nuova sede».
La nuova dimora della Biblioteca, che custodisce una delle collezioni più autorevoli in Europa per chi si occupa di storia dell’arte, archeologia, architettura e urbanistica con le sue oltre 350mila unità bibliografiche tra periodici, incisioni, disegni, fotografie, manifesti teatrali, incunaboli, cinquecentine, sarà il Palazzo di via della Dataria 21 nel Rione Trevi, alle falde del Quirinale.
Restaurato su progetto dell’architetto Mario Botta, l’edificio è una testimonianza culturale di un processo storico-evolutivo di stratificazione che vede gli spazi e le strutture dei complessi conventuali dei monaci Benedettini e dei frati Cappuccini tramutarsi nel tempo in un complesso architettonico destinato ad abitazioni della Famiglia Pontificia (1631) fino ad assumere la configurazione attuale dopo la ricostruzione del Palazzo, nel 1864, ad opera dell’architetto Filippo Martinucci.
Convento cappuccino, residenza pontificia, caserma, quindi edificio in dotazione alla Presidenza della Repubblica, Palazzo San Felice aveva aperto i cancelli lo scorso 14 giugno grazie al progetto di rifunzionalizzazione promosso dalla Presidenza della Repubblica e dal Ministero della Cultura e attuato dall’Agenzia del Demanio nell’ambito del Piano strategico «Grandi progetti beni culturali».
Fondata nel 1875 come raccolta di libri dei funzionari della Direzione Generale Antichità e Belle Arti, e aperta progressivamente a un pubblico più ampio, fino a includere gli studenti e appassionati, la BiASA annovera tra i suoi importanti nuclei documentari anche la collezione dell’archeologo Rodolfo Lanciani, in deposito dall’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte.
Se nel 1922 la Biblioteca aveva trovato la propria sede nel piano rialzato di Palazzo Venezia, nell’autunno del 1939, per motivi di sicurezza legati all’imminente entrata in guerra dell’Italia, si era trasferita nella Palazzina degli uffici dell’Accademia d’Italia alla Farnesina, dove era rimasta fino al 1947 per poi rientrare nella sede originaria nel frattempo ristrutturata e arricchitasi di scaffalature, ballatoi e soppalchi che consentissero la collocazione di un patrimonio librario in continuo aumento.
Samantha De Martin
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