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George Condo

Courtesy Jake Naughton/Hauser & Wirth

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George Condo

Courtesy Jake Naughton/Hauser & Wirth

Dopo appena un anno, George Condo si ricongiunge a Hauser & Wirth

A suggellare il ritorno di fiamma due mostre in programma nel 2027, tra Parigi e Palo Alto

Camilla Sordi

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A volte i distacchi sono solo brevi intermezzi. A meno di un anno dalla rottura, George Condo e Hauser & Wirth annunciano un clamoroso ritorno di fiamma. La mega-galleria e l'artista statunitense riprenderanno infatti la loro collaborazione, avviata originariamente nel 2019, inaugurando il nuovo capitolo con un doppio appuntamento espositivo già pianificato per il 2027. La conferma del ricongiungimento è arrivata dai vertici di Hauser & Wirth, i quali hanno specificato che la galleria gestirà nuovamente la rappresentanza dell'artista su scala mondiale. L'accordo, tuttavia, non escluderà gli storici partner del pittore, con Condo che manterrà inalterato il sodalizio di lungo corso con Sprüth Magers.

I progetti per il 2027 si preannunciano ambiziosi e toccherà alle sedi di Parigi e Palo Alto ospitare una selezione di lavori inediti e storici firmati da Condo. Le location, del resto, non sono affatto casuali. Come ha sottolineato lo stesso Condo, esprimendo il proprio entusiasmo: «Sono felice di guardare al 2027 e alle mie prossime tappe con Hauser & Wirth in spazi così magnetici e carichi di significato per me. Parigi è una fonte d'ispirazione che mi accompagna da decenni, mentre Palo Alto mi affascina in quanto vera e propria culla della tecnologia». Un entusiasmo condiviso da Marc Payot, presidente di Hauser & Wirth, che ha salutato il ritorno dell'artista definendolo «il prossimo capitolo della nostra intesa». Payot ha poi aggiunto: «Pianificare mostre di tale portata in luoghi simbolo dell'avanguardia culturale è il modo migliore per ripartire. George è, ed è sempre stato, un autentico pioniere».

Questo riavvicinamento rappresenta un'inversione di rotta repentina rispetto alle dinamiche dello scorso autunno. Nel novembre precedente, infatti, Condo aveva scelto di abbandonare Hauser & Wirth dopo sei anni per ritornare sotto l'ala di Sprüth Magers e Skarstedt, due gallerie con cui vantava un legame storico. I primi passi con Monika Sprüth risalgono addirittura al 1984, mentre il rapporto con Skarstedt si era consolidato tra il 2004 e il 2019.

Oggi, le quotazioni e lo status di Condo lo certificano come uno dei pesi massimi della pittura globale. Le sue tele superano regolarmente le sette cifre sul mercato secondario, con un record d'asta di 6,8 milioni di dollari stabilito nel 2020 grazie all'opera Force Field (2010). A consacrarne l'eredità artistica restano, inoltre, le collezioni permanenti delle più prestigiose istituzioni del mondo, tra cui il MoMA, il Metropolitan Museum of Art di New York e il Centre Pompidou di Parigi.

Camilla Sordi, 09 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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