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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliLondra ha appena vissuto una delle sessioni di vendita più fruttuose nella storia del mercato dei libri e dei manoscritti antichi. L’asta di Christie’s, in scena l’8 luglio nella sede di King Street, ha registrato un totale complessivo di 12,7 milioni di sterline, stabilendo il record per una vendita dedicata al genere i cui lotti provenivano da varie collezioni. Il record assoluto spetta infatti alla leggendaria biblioteca di Sir Thomas Phillipps, la cui dispersione è stata così monumentale da aver richiesto decine di sessioni d'asta separate, protrattasi per oltre un secolo e superando complessivamente, con le rivalutazioni, decine di milioni di sterline. Tornando alla vendita di ieri sera, a guidare i 172 lotti in catalogo è stato un volume straordinario del tardo tredicesimo secolo, noto come il Graal Clermont-Tonnerre, battuto per la cifra di 2,2 milioni di sterline. Ironicamente, uno dei suoi passati proprietari fu proprio Phillipps.
Il codice miniato rappresenta un tassello cruciale per comprendere la diffusione del ciclo arturiano in prosa, la cosiddetta Volgata Lancillotto-Graal, e contiene le tre narrazioni d’apertura del mito: «L’estoire del saint Graal», «L’estoire de Merlin» e «Les premiers faits du roi Artus». Attraverso queste pagine si dipana la transizione della leggenda da cronaca storica latina, derivata dalle prime fonti di Goffredo di Monmouth, a finzione cavalleresca intrisa di misticismo cristiano grazie all'apporto di Robert de Boron. Le storie si rincorrono legando tra loro eventi biblici, le origini del Santo Graal raccolto da Giuseppe d'Arimatea e la nascita di Merlino, fino all'ascesa di re Artù e alla fondazione della Tavola Rotonda, anticipando la nascita di Galaad e l’inesorabile declino di Camelot.
The Clermont-Tonnerre Grail. Christie’s
L’importanza del testo risiede nella sua estrema rarità all’interno delle collezioni private. Sebbene si contino circa duecento manoscritti che conservano parti del ciclo, quasi la totalità appartiene a istituzioni pubbliche, a testimonianza del valore di quest'opera nello sviluppo della prosa in lingua volgare e nella costruzione stessa della narrativa occidentale. Al di fuori dei musei, si conoscono soltanto altri due codici contenenti testi completi del ciclo, entrambi di epoca successiva: il Lancillotto-Graal Rochefoucauld, risalente al 1315-1325 e privo dei «Premiers faits», passato da Sotheby’s nel 2010, e un volume della Collezione Bodmer dell'inizio del quindicesimo secolo.
Dal punto di vista artistico, il volume di Clermont-Tonnerre mostra un apparato decorativo nello stile di Metz, fiorito nei decenni intorno al 1300 e strettamente legato alla Carta di Santa Glossinda del 1293. L'esecuzione formale rivela la mano di miniatori esperti nell'illustrazione della letteratura volgare, con dettagli che rimandano al Maestro dell’Apocalisse di Liegi. I volti maschili squadrati, i profili marcati dal naso pronunciato e gli occhi con pupille nere fortemente contrastate conferiscono un'inedita espressività ai protagonisti. Curiosamente, le iniziali istoriate mostrano elementi che talvolta escono dai margini della lettera per dare dinamismo all'azione, come nel caso dello stendardo magico di Merlino con il drago sputafuoco. Un dettaglio insolito accomuna questo codice al suo gemello conservato alla Bibliothèque nationale de France. Il Graal vi appare infatti raffigurato come un ostensorio velato anziché come la coppa o il calice descritti dal testo, un'apparente imprecisione dei miniatori che solleva interrogativi sulle pratiche di bottega dell'epoca.
Il manoscritto porta con sé i segni del passaggio tra i collezionisti che lo hanno custodito nei secoli, ognuno dei quali vi ha proiettato le proprie aspirazioni e il proprio immaginario. È appartenuto al cavaliere Michel de Gronnais e al patrizio urbano Michel de Chaverson, appassionato di giostre medievali, prima di entrare nella biblioteca del conte di Clermont-Tonnerre. Nell'Ottocento è stato acquistato dal bibliofilo Sir Thomas Phillipps, per poi passare all'industriale Jean Lebaudy. La fascinazione per la materia di Britannia d'altronde sopravvive intatta ancora oggi, ridefinita continuamente attraverso i secoli dai versi di Tennyson, dal teatro di Purcell o dalle riscritture cinematografiche e televisive contemporanee.
Camilla Sordi
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