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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliNel panorama dei grandi maestri dell'arte europea, l'attribuzione di un'opera precedentemente sconosciuta o dimenticata viene spesso descritta con una sorta di ossimoro. Nel caso specifico di cui scriviamo oggi, che aiuta a definire quanto detto, si parla infatti di "nuovo Velázquez". Si tratta ovviamente di un'immagine figurata, vista l'evidente impossibilità del pittore di eseguire nuove opere. Eppure, la scossa storiografica che consegue a scoperte di questo tenore avvicina l'evento a qualcosa di quasi impossibile. Da qui, forse, la legittimazione di espressioni così retoriche. Questa volta, pur trattandosi di Rembrandt, la suddetta scossa che ridefinisce i confini artistici del Seicento non arriva dalla Spagna, ma porta la firma di Salvador Salort-Pons, direttore del Detroit Institute of Arts (DIA). Lo studioso, tra i massimi specialisti mondiali di Diego Velázquez, ha svelato sulle pagine della prestigiosa rivista madrilena ARS Magazine l'identificazione di un ritratto giovanile del maestro sivigliano, eseguito proprio nei suoi primi, tumultuosi anni come pittore di corte di Filippo IV.
La tela ritrovata, attualmente custodita all'interno di una collezione privata, si intitola Il Conte-Duca di Olivares in armatura (1626) e immortala Gaspar de Guzmán y Pimental, il potentissimo primo ministro spagnolo e valido del sovrano. La genesi dell'opera si inserisce in un fitto intreccio di diplomazia e rivalità d'alto borgo. Appena giunto a Madrid da Siviglia, Velázquez ricevette l'incarico di realizzare due ritratti incrociati per commemorare la missione diplomatica del cardinale Francesco Barberini, nipote di papa Urbano VIII. L'accordo prevedeva uno scambio cortese: il primo ministro avrebbe tenuto il ritratto del porporato italiano, e quest'ultimo avrebbe portato a Roma l'effigie di Olivares. Tuttavia, i diari dell'epoca scritti dal collezionista Cassiano dal Pozzo, segretario di Barberini, rivelano che l'inviato papale non gradì affatto il lavoro del giovane pittore, tanto da preferirgli l'artista madrileno Juan van der Hamen per una nuova commissione. Questa insoddisfazione, spiegano oggi gli esperti, non era legata a demeriti artistici, bensì alle feroci tensioni e resistenze interne all'Alcázar per la fulminea ascesa del talento sivigliano.
«Il conte-duca di Olivares in armatura» (1626), attribuito a Diego Velázquez dallo storico dell’arte Salvador Salort-Pons. Courtesy ARS Magazine/Collezione privata
Mentre il ritratto del cardinale Barberini risulta tuttora disperso, l'enigma della tela di Olivares è stato sciolto da Salort-Pons incrociando i dati stilistici con gli inventari storici della famiglia romana. In un documento del 1631 della collezione Barberini viene infatti descritto un busto corazzato di Olivares registrato come "telaro da testa", una dicitura che all'epoca indicava un formato standard di circa 62 x 47 centimetri. Le dimensioni coincidono quasi millimetricamente con i 60 x 48 centimetri della tela appena riscoperta, che ricompare poi regolarmente anche negli inventari post-mortem della casata nel 1679. Fino a oggi, la storiografia conosceva soltanto altre tre versioni del ministro dipinte da Velázquez in quegli anni (conservate a San Paolo, New York e Madrid), ma tutte lo ritraevano a figura intera, vestito rigorosamente di nero, con la cappa e la croce dell'Ordine di Alcántara, per sottolineare la sobrietà e lo spirito riformatore della nuova amministrazione.
Il dipinto emerso a Detroit introduce invece un prototipo visivo completamente inedito. Velázquez abbandona la postura frontale e la retorica del perfetto statista per isolare il volto del ministro a mezzo busto, presentandolo nelle vesti esplicite di un leader militare. Olivares indossa un'armatura lucente e la fascia rossa da generale, con i capelli leggermente spettinati e una ciocca che gli cade sulla fronte. A confermare la paternità del maestro sono sia i dettagli tecnici, come le pennellate fluide e i densi impasti materici identici a quelli visibili nel coevo Ritratto di Filippo IV, sia i risultati sorprendenti delle radiografie. L'indagine ai raggi X ha infatti rivelato profondi ripensamenti sulla tela, dalle modifiche della posizione dell'orecchio e della spalla, alla cancellazione dell'elsa di una spada. Segni evidenti che l'opera era stata inizialmente impostata con abiti civili e poi rapidamente modificata in assetto da guerra per sfruttare la visita del cardinale Barberini, offrendo al Vaticano un'immagine forte e strategica del comando militare spagnolo.
Il Detroit Institute of Arts sta già lavorando alla programmazione di una grande mostra intitolata Velázquez & Olivares: Early Years at Court, che aprirà i battenti nel gennaio del 2027. Sarà l'occasione per presentare al pubblico mondiale quello che è già stato definito il più importante e documentato inserimento nel catalogo di Velázquez degli ultimi decenni.
Camilla Sordi
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