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Jean Michel Basquiat, Untitled, 1982

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Jean Michel Basquiat, Untitled, 1982

Doig, Ofili, Basquiat. I pezzi forti della collezione di Ole Faarup in asta da Christie’s

Con una stima complessiva di 22 milioni di sterline, la vendita londinese si preannuncia uno degli eventi principali della seconda parte dell'anno

Riccardo Deni

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Una nuova collezione personale è pronta a passare all'incanto, il 15 e 16 ottobre, a Londra. Le vendite dedicate a un singolo collezionista sono ormai tra le preferite dalle maison e dai buyers, forse grazie alla formula che unisce una storia, una visione, al valore artistico ed economico delle opere. Così, in autunno, fa capolino da Christie's la collezione di Ole Faarup, imprenditore danese e raffinato collezionista, scomparso di recente. Per oltre cinquant’anni, Faarup ha costruito con passione e occhio acuto un insieme di opere che riflette tanto la scena nordica quanto i grandi nomi dell’arte contemporanea globale. Con una stima complessiva che potrebbe raggiungere i 22 milioni di sterline, la vendita si preannuncia uno degli eventi principali di questa seconda parte dell'anno per quanto riguarda il mondo delle aste.

Tra le opere di punta spiccano due dipinti di Peter Doig, considerati tra i suoi lavori più iconici. Il primo è «Country Rock» (1998-99), un panorama di oltre tre metri che raffigura un tunnel dai colori arcobaleno a Toronto. Un’immagine intrisa di suggestione, memoria e mito. Apparso in copertina nel catalogo della retrospettiva alla Tate del 2008, è valutato tra i 7 e i 10 milioni di sterline. Accanto ad esso, «Ski Jacket» (1994), stimato tra 6 e 8 milioni di sterline, riprende una scena tratta da una fotografia sfocata pubblicata su un giornale: una stazione sciistica giapponese popolata da file ordinate di sciatori, che nel dipinto si dissolvono in un'astrazione quasi onirica. Entrambe le opere risalgono più o meno al periodo in cui Doig fu candidato al Turner Prize, nel 1994. Dunque un momento seminale nella sua ascesa tra i nomi più rilevanti della pittura britannica contemporanea.

Peter Doig, Country Rock, 1998-99

Chris Ofili, Blossom, 1997

Il terzo lotto di rilievo è «Blossom» (1997) di Chris Ofili, presentato con una stima tra 1 e 1,5 milioni di sterline. L’opera, realizzata nel periodo compreso tra due dei suoi lavori più controversi e celebri — «The Holy Virgin Mary» e «No Woman, No Cry» — fonde riferimenti all’iconografia africana con elementi della tradizione cattolica, su una superficie scintillante e materica che include anche il caratteristico utilizzo di sterco d’elefante. Esposta nelle principali retrospettive dedicate all’artista a Londra e New York, «Blossom»  rappresenta un momento chiave della sua produzione di metà carriera. Notevole anche il piccolo e prezioso (300-500 mila sterline) disegno a olio di Jean-Michel Basquiat, senza titolo e risalente al 1982, anno della sua partecipazione a Documenta.

Come si nota anche dalle opere segnalate, quello di Faarup non era un collezionismo enciclopedico, ma piuttosto un percorso coerente e personale, segnato dalla predilezione per le opere giovanili di artisti destinati a diventare protagonisti della loro epoca. Sviluppatasi in seguito a un soggiorno a New York negli anni '60, la passione artistica dell'imprenditore si è così indirizzata verso gli autori che in quegli stessi anni, e nei successivi, stavano contribuendo a ridisegnare i linguaggi creativi del tempo. Dai modernisti danesi come Asger Jorn e Per Kirkeby, a figure più contemporanee come Karin Mamma Andersson, Neo Rauch e alcuni degli Young British Artists, tra cui Tracey Emin. 

Sguardo alle nuove leve che si declina oggi nella Ole Faarup Art Foundation. La fondazione, a cui saranno devoluti i proventi dell'asta, si concentra in particolare sulla promozione di artisti sotto i 50 anni provenienti dalla Danimarca continentale, dalle Isole Faroe e dalla Groenlandia, cercando di aprire loro le porte di istituzioni internazionali. Allo stesso tempo, intende rafforzare il dialogo culturale tra essa e i musei danesi donando loro opere di artisti affermati o emergenti. Un ulteriore evidenza di come un'asta possa rappresentare un passaggio importante nella vita di una collezione, delle opere di cui si compone e di quelle che grazie ad essa nasceranno.

Riccardo Deni, 18 agosto 2025 | © Riproduzione riservata

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