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Letizia Riccio
Leggi i suoi articoliLa nuova puntata di «Artbox», seconda del 2026, in onda su Sky Arte in prima visione Tv, martedì 20 gennaio alle 20.40, racconta alcune delle mostre più interessanti di questo periodo. Si comincia con «1859-Un fotografo russo a Pompei: Gabriel Ivanovič de Rumine», al Mann di Napoli fino al 28 febbraio. Il neodirettore generale del Museo, Francesco Sirano, racconta alle telecamere del programma il confronto tra de Rumine (1828-91) e l’acquarellista Luigi Bazzani (1836-1927), due artisti che operano uno dopo l’altro nel sito archeologico campano, in un periodo di transizione e dialogo tra pittura e fotografia.
Alle Gallerie d’Italia di Milano, la mostra «Eterno e visione. Roma e Milano capitali del Neoclassicismo», aperta fino al 6 aprile, mette a confronto lo scultore Antonio Canova, che lavorò a Roma per oltre quarant’anni, e il pittore Giuseppe Bossi, che dopo un soggiorno nella capitale tornò a Milano dove fondò la Pinacoteca di Brera. Ne parlano agli autori di «Artbox» i curatori della mostra, Francesco Leone, Elena Lissoni e Fernando Mazzocca, e l’executive director per Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo e direttore delle Gallerie d'Italia, Michele Coppola.
Negli uffici dello studio legale Lca di Milano, la mostra «La misura nelle cose» raccoglie i saggi visivi dell’artista riminese Giulia Marchi in dialogo con grandi figure del passato: da Nietzsche a Pasolini, da Pontormo ad Antonello da Messina, fino ai fisici del Novecento, il cui pensiero si intreccia con le immagini di dispositivi industriali.
La storica dell’arte e curatrice Alice Ensabella recensisce per il programma la mostra «Berthe Weill. Galeriste d’avant-garde», al Musée de l’Orangerie di Parigi fino al 26 gennaio. Berthe Weill aprì la sua galleria parigina nel 1901, diventando la prima mercante donna; e sostenne artisti allora emergenti come Henri Matisse, Diego Rivera e Amedeo Modigliani fino ad essere la prima a vendere un’opera di Picasso.
Nel corso della nona puntata (in seguito, disponibile su Sky On Demand e Now Tv) non manca l’appuntamento settimanale con Maria Vittoria Baravelli nella rubrica «Invito al viaggio». Questa settimana, Baravelli riflette sull’atto di guardare un’opera d’arte: non siamo mai semplici spettatori, ma instauriamo una relazione in cui anche l’opera sembra osservarci. Dalla Monna Lisa di Leonardo, che con il suo sguardo enigmatico ci fissa a sua volta, al cinema di Hitchcock (ne «La finestra sul cortile» il protagonista osserva da lontano ma partecipa attivamente agli eventi), fino alla performance «The Artist Is Present», di Marina Abramović, che mette al centro lo scambio tra artista e spettatore.
Luigi Bazzani, «Atrium nella domus di Cornelius Rufus a Pompei», 1912 al Mann di Napoli
Raoul Dufy, «30 ans ou la vie en rose», 1931 al Musée de l’Orangerie di Parigi
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