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Letizia Riccio
Leggi i suoi articoliDue giganti dell’arte novecentesca, Vasilij Kandinskij e Robert Rauschenberg sono al centro delle due prossime puntate di «Art Night», in onda venerdì 6 e 13 marzo, alle 22.50 su Rai 5. Il programma, in questa edizione condotto e scritto per la prima volta dallo storico dell’arte Jacopo Veneziani, fa da cornice ragionata ai documentari selezionati di volta in volta.
Nella puntata di venerdì 6, Veneziani introduce e commenta il film, trasmesso in prima visione televisiva italiana, «Kandinsky: i colori del suono» (titolo originale, «Kandinsky-Voir la musique, réinventer la peinture», 2025), diretto da Pierre-Henri Gibert, che lo ha ideato insieme a Adrien Minard, prodotto da Arte France, Cinétévé e Centre Pompidou, per la durata di 54 minuti. Una sera del 1896, il trentenne Vassilij Kandinskij (Mosca, 1866-Neuilly sur Seine, 1944) vide un’opera di Wagner al teatro Bolshoi di Mosca e per l’artista, allora docente di diritto, fu una rivelazione: l’esperienza musicale stimolò sensazioni visive che lo colpirono profondamente, riuscì a «vedere» i suoni, che diedero vita dentro di lui a colori, movimenti, emozioni e pensieri. Kandinskij decise, così, di diventare un pittore capace di generare negli spettatori dei suoi quadri le stesse vibrazioni interiori che la musica di Wagner gli aveva procurato. Il grande pittore possedeva solide conoscenze musicali e, fin da ragazzo, suonava abilmente il violoncello; precursore della pittura astratta, Kandinskij fu anche uno dei suoi più brillanti teorici, ideando concetti totalmente innovativi sull’uso del colore e della forma. Procedendo attraverso l’opera dell’artista, in un dialogo costante tra pittura e musica, il film offre una rilettura della sua produzione creativa, utilizzando materiale di repertorio, interviste e riprese delle opere di Kandinsky, spesso scomposte e ricomposte con tecnologie grafiche e di animazione, allo scopo di illustrarne il significato e le tecniche compositive.
Venerdì 13 marzo, sempre alle 22.50 su Rai 5, «Art Night» mette al centro della puntata il documentario «Rauschenberg. Tutto è arte» (titolo originale, «Robert Rauschenberg: All is Art», 2025), scritto e diretto da Susanne Brand e prodotto da Ndr e Arte, per la durata di 50 minuti. Robert Rauschenberg (Port Arthur, Texas, 1925-Captiva Island, Florida, 2008) ha infranto il confine tra arte «alta» e cultura popolare, ha trasformato l’Espressionismo Astratto e ha anticipato l’avvento della Pop Art. Secondo l’artista statunitense, arte e creatività erano inestricabilmente legate alla vita quotidiana. In occasione di quello che sarebbe stato il centenario di Rauschenberg, il documentario raccoglie la testimonianza di curatori e storici dell'arte, insieme a rari materiali d’archivio, per esplorare la duratura eredità culturale dell'opera di un artista pionieristico e mutevole, che spaziava tra pittura, scultura e performance art. Tracciando la vita e la creatività di un artista camaleontico e altamente prolifico (primo statunitense premiato alla Biennale di Venezia, nel 1964) e narrando anche il suo tempo storico, il film getta nuova luce su una forza trasformativa nel canone artistico americano.
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