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Gustav Klimt Giuditta II (Salomè) 1909 Olio su tela cm 176 × 46 Inv. 446 Acquisto alla Biennale 1910 Venezia, Fondazione Musei Civici di Venezia

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Gustav Klimt Giuditta II (Salomè) 1909 Olio su tela cm 176 × 46 Inv. 446 Acquisto alla Biennale 1910 Venezia, Fondazione Musei Civici di Venezia

Da Tiepolo a Klimt, l’autunno ricchissimo e diffuso dei Musei Civici di Venezia

Dalla donazione Favaretto Rubelli a Ca’ Rezzonico al corpo moderno e contemporaneo indagato a Mestre, passando per The Venice Glass Week, Nicolás Lamas e Gianmaria Potenza a Ca’ Pesaro e i giovani della Bevilacqua La Masa a Forte Marghera. La Fondazione Musei Civici di Venezia costruisce per l’autunno 2026 un programma diffuso che attraversa epoche, linguaggi e territori, mentre la collaborazione con Fondazione Luigi Rovati porta a Milano il secondo capitolo del progetto dedicato a Etruschi e Veneti.

Pasquale Ruocco

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La stagione culturale veneziana non termina con l’estate e, soprattutto, non si esaurisce nel perimetro insulare. Il programma autunnale 2026 della Fondazione Musei Civici di Venezia disegna una geografia allargata che da Ca’ Rezzonico e Ca’ Pesaro arriva a Murano, Mestre e Forte Marghera, fino a Milano, dove prosegue la collaborazione con Fondazione Luigi Rovati. È forse proprio questa estensione territoriale il dato più interessante del calendario: accanto alla valorizzazione delle collezioni storiche, MUVE consolida progressivamente una presenza sul contemporaneo e una strategia di rete che utilizza sedi, collaborazioni e patrimoni differenti. Una programmazione che tiene insieme il Settecento veneziano, la Secessione viennese, la produzione emergente e la cultura materiale del vetro.

A Ca’ Rezzonico, 29 disegni entrano nel patrimonio pubblico

Il primo appuntamento è il 23 settembre a Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano, dove fino all’11 gennaio 2027 sarà presentata Nel segno di Venezia. La donazione Alessandro Favaretto Rubelli.

La mostra accompagna l’ingresso nelle raccolte pubbliche veneziane di 29 disegni di antichi maestri veneti raccolti da Alessandro Favaretto Rubelli. Il nucleo comprende fogli attribuiti, tra gli altri, a Palma il Giovane, Luca Carlevarijs, Sebastiano Ricci, Canaletto e Tiepolo ed è destinato al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe della Fondazione.

Più che una mostra autonoma, il progetto rende visibile un passaggio patrimoniale: una raccolta formatasi attraverso il collezionismo privato entra stabilmente nella disponibilità pubblica, rafforzando un settore particolarmente delicato e importante per lo studio della cultura figurativa veneziana.

Murano torna al centro con The Venice Glass Week

Settembre coincide anche con The Venice Glass Week, in programma dal 12 al 20 settembre. Il Museo del Vetro di Murano, dove prosegue fino a marzo 2027 BABEL di Marco Toso Borella, ospiterà La tua perla per Venezia e diventerà uno dei centri di un programma distribuito tra diverse sedi.

A Murano saranno coinvolti anche la Scuola Abate Zanetti e Palazzo Da Mula, con conferenze, workshop e attività promosse da MUVE Education e MUVE Academy. Il progetto raggiungerà inoltre la Casa di Carlo Goldoni e Palazzo Mocenigo a Venezia, la biblioteca VEZ e alcune botteghe del centro di Mestre.

Il 14 e 15 settembre il Museo di Storia Naturale Giancarlo Ligabue ospiterà invece PERLE 6.0, convegno dedicato alle rotte commerciali delle perle di vetro tra Spagna e Portogallo. La settimana conferma così il vetro come materia attraverso cui Venezia continua a mettere in relazione patrimonio, manifattura, ricerca e produzione contemporanea.

Ca’ Pesaro tra Nicolás Lamas e Gianmaria Potenza

Sul versante contemporaneo, Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Moderna concentra tre appuntamenti.

Dal 24 settembre al 22 novembre la project room accoglie Corpus serialis di Nicolás Lamas, artista nato a Lima nel 1980, in collaborazione con PROGETTO LUDOVICO e con il supporto della galleria Max Goelitz. La ricerca di Lamas muove dalle modalità attraverso cui gli oggetti producono e destabilizzano sistemi di conoscenza, mettendo in discussione le convenzioni con cui organizziamo e interpretiamo il reale.

Dal 3 ottobre al 22 novembre Gianmaria Potenza. Io, Venezia. Forma, luce, materia celebra invece i novant'anni dell'artista e il lungo rapporto della sua ricerca con la città.

A chiudere il calendario sarà, dal 12 dicembre al 7 febbraio 2027, l’Omaggio a Silvio Gagno, curato da Sileno Salvagnini e dedicato al percorso del pittore trevigiano.

Ca’ Pesaro arriva peraltro all’autunno con una delle mostre di maggiore richiamo della stagione veneziana già in corso: la personale di Jenny Saville, visitabile fino al 22 novembre.

A Mestre, da Klimt e Schiele al corpo contemporaneo

Il progetto di maggiore ampiezza tematica apre il 26 settembre al MUVEC – Casa delle Contemporaneità di Mestre. Klimt, Schiele, Kokoschka e il corpo nell’arte contemporanea, fino al 14 febbraio 2027, prende le mosse dai protagonisti della Secessione viennese per seguire una delle grandi trasformazioni dell'immagine moderna: il passaggio dal corpo come soggetto della rappresentazione al corpo come luogo psicologico, politico e identitario.

Gustav Klimt, Egon Schiele e Oskar Kokoschka costituiscono il punto di partenza di un percorso che attraversa anche Felice Casorati e Guido Cadorin e arriva alle ricerche di Piero Manzoni, Gina Pane e Ana Mendieta.

Il corpo diventa così una linea attraverso cui leggere oltre un secolo di trasformazioni: superficie erotica e psicologica, materia dell'opera, luogo dell'azione, strumento attraverso cui interrogare identità, vulnerabilità e costruzione sociale dell'individuo.

I giovani artisti tra Bevilacqua La Masa e Forte Marghera

La relazione tra Venezia e Mestre ritorna in Da cosa nasce cosa, mostra conclusiva degli Atelier 2025-2026 della Fondazione Bevilacqua La Masa, promossi per il secondo anno insieme alla Fondazione Musei Civici di Venezia.

Curato da Camilla Mozzato, il progetto riunisce opere di 28 artisti under 30 assegnatari degli studi delle due istituzioni. La prima tappa si svolgerà dal 9 ottobre al 22 novembre tra la Galleria di Piazza San Marco e Palazzetto Tito; dal 3 dicembre al 9 maggio 2027 il progetto si trasferirà alla Casermetta 9 di Forte Marghera.

È un passaggio significativo anche sul piano istituzionale. Il tradizionale ruolo veneziano della Bevilacqua La Masa nella formazione e nel sostegno delle nuove generazioni viene messo in relazione con la progressiva costruzione di un polo del contemporaneo sulla terraferma.

Da Venezia a Milano: Etruschi e Veneti

La geografia MUVE supera infine i confini della città. Dal 14 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 la Fondazione Luigi Rovati di Milano ospiterà Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari, curata da Giulio Paolucci, Laura Maria Michetti e Giovanna Gambacurta in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia.

La mostra costituisce una seconda tappa, distinta e complementare, del progetto aperto a Palazzo Ducale e visitabile a Venezia fino al 29 settembre. Al centro è il ruolo dell’acqua nella costruzione dell’orizzonte religioso e sociale delle culture etrusca e veneta durante il primo millennio a.C. La collaborazione tra le due fondazioni configura così un modello di circolazione scientifica delle ricerche e delle collezioni che supera la logica del semplice trasferimento di una mostra da una sede all'altra.

Le mostre che proseguono

Il nuovo calendario si innesta su una stagione già avviata. Fino al 22 novembre al Museo Correr rimangono aperte Bizhan Bassiri. Principe. Il Nottambulo del Pensiero Magmatico e Spiral Economy. Charrière and Canova; alla stessa data termina la mostra di Jenny Saville a Ca’ Pesaro, mentre al Museo Fortuny prosegue Erwin Wurm. Dreamer.

Palazzo Mocenigo ospita Le sete di Lucio Andrich fino all’11 novembre e Le Tarbouche. Quando un accessorio diventa simbolo fino all’8 novembre, oltre ai lavori vincitori della dodicesima edizione di Un merletto per Venezia. A Burano, il Museo del Merletto prosegue fino all’8 gennaio 2027 Merletto d’Autore. Biennale del Merletto 2026, dedicata all'affermazione del merletto come linguaggio artistico tra gli anni Venti e Trenta, con opere provenienti dalle principali manifatture italiane e prestiti dal Giappone.

Il risultato è un autunno costruito più per stratificazione che attorno a un unico evento. La Fondazione Musei Civici sembra utilizzare la propria natura policentrica come strumento curatoriale: patrimonio storico, arti applicate e contemporaneo vengono distribuiti lungo una mappa che comprende il centro monumentale di Venezia, le isole, Mestre e Forte Marghera. E con il progetto Rovati anche questa mappa, almeno temporaneamente, arriva fino a Milano.

Pasquale Ruocco, 07 agosto 2026 | © Riproduzione riservata

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