Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Anna Saba Didonato
Leggi i suoi articoliA distanza di 7 anni dal suo intervento per Pietrapertosa, in provincia di Potenza, l’artista palestinese Emily Jacir, Leone d’Oro alla 52ma Biennale d’Arte di Venezia, torna in Basilicata. Questa volta a Matera, per la residenza artistica «Nuove Transumanze», a cura di Osmosis Ets, associazione che coniuga ricerca artistico-culturale, riqualificazione del territorio e partecipazione sociale. La Scuola dei Sassi è il suo progetto principale, ideata dall’artista Valerio Rocco Orlando, quale intervento permanente nella città di Matera affinché «l’esercizio della capacità immaginativa e del pensiero critico rafforzino il senso di appartenenza dei cittadini, soprattutto delle nuove generazioni».
L’iniziativa artistica di Jacir rientra nell’ambito delle attività della Scuola e segna l’avvio del programma di residenze artistiche «Terre Immerse-Comunità Creative Euromediterranee», promosso dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 per Matera 2026 Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo, in collaborazione con il Comune di Matera, col supporto finanziario del Ministero del Turismo e della Regione Basilicata. Si inizia il 4 settembre, con una conversazione pubblica tra Jacir e Orlando sui temi della ricerca artistica, della formazione e del rapporto tra arte e territorio, negli spazi di Recinto I Ospedale Vecchio 8, alle ore 18.
«La residenza di Emily Jacir alla Scuola dei Sassi nasce con l’intento di consolidare e condividere un dialogo costruito nel tempo, spiega Orlando. Nel 2019 mi trovavo a Ramallah per una mostra personale alla A.M. Qattan Foundation. In quell’occasione, ho avuto modo di approfondire la conoscenza di Dar Yusuf Nasri Jacir for Art and Research, centro di apprendimento sperimentale con sede a Betlemme (fondato nel 2014 dall’artista palestinese, insieme alla sorella regista Annemarie Jacir, Ndr). Quell’esperienza ha contribuito a ispirare il processo di fondazione della Scuola dei Sassi, diventando uno dei casi studio di riferimento per ripensare la relazione tra arte e spazio urbano».
I temi su cui si articolerà la residenza sono quelli cari all’artista: la migrazione, la memoria, la trasformazione, senza tralasciare le relazioni tra persone, territorio e spazio urbano, e lavorando sulle stratificazioni storiche, sociali e culturali della città. La comunità cittadina sarà coinvolta attivamente nel processo artistico, in particolare i più giovani.
L’evento conclusivo si terrà il 25 settembre, quando sarà presentata l’opera pubblica sviluppata durante il periodo di residenza. L’intervento site specific entrerà a far parte del patrimonio della Scuola dei Sassi, insieme alla documentazione del processo artistico e delle attività pubbliche realizzate.
«La presenza di Emily Jacir in città rappresenta un’importante occasione di apprendimento e di scambio per tutti noi, conclude Orlando. Al tempo stesso, il confronto intende rafforzare il dialogo tra le due sponde del Mediterraneo, attraverso una prospettiva insieme civica, artistica e interculturale».
Emily Jacir
Anna Saba Didonato
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
A Carovigno, la Galleria 32 ne ripercorre la ricerca artistica sviluppatasi tra fotografia, antropologia e ricerca concettuale, segnata dagli incontri con Mario Cresci e Luigi Ghirri e dall’esperienza di «Spazio Immagine»
Sette opere in bronzo e legno, esposte nella Chiesa del Purgatorio, celebrano il maestro della frontalità, in attesa di riallacciare i fili con la tradizione delle grandi mostre dedicate alla scultura
All’incrocio tra arte, architettura e territorio, la quarta edizione del progetto culturale e artistico degli architetti Aldo Flore, Rosanna Venezia e Alice Flore è dedicata al dialogo tra Puglia e Palestina
Il progetto del gallerista milanese Antonio Addamiano porta l’arte contemporanea fra i trulli. La formula: eventi brevi, della durata di tre ore, e immersivi



