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Milano. Alla sua 15ma edizione (la quarta sotto l’egida di Fiere di Parma, la terza con la direzione artistica di Francesca Malgara), MIA Photo Fair BNP Paribas è stata presentata ieri, 18 febbraio, a Milano, a Palazzo Reale, in attesa di aprirsi al pubblico dal 19 al 22 marzo negli spazi di Superstudio Più, in via Tortona 27. Qui troveranno posto 111 espositori, di cui 76 gallerie (27 internazionali e 24 alla loro prima partecipazione), 16 istituzioni italiane e internazionali, 14 editori e sei media partner, oltre a progetti speciali e mostre: un motivo di orgoglio per Francesca Malgara, che rileva come la Fiera «prosegua in un preciso percorso di crescita internazionale, rafforzando il dialogo con gallerie, artisti e istituzioni provenienti da tutto il mondo, e costruendo una rete di relazioni sempre più ampia e qualificata».
Al fianco di MIA Photo Fair, dal 2012, c’è BNL BNP Paribas, dall’anno scorso Title sponsor dopo essere stata Main sponsor. Ruolo, quest’ultimo, in cui si è avvicendata Deloitte che, con il patrocinio di Fondazione Deloitte, è diventata Main sponsor.
Tra il 19 e il 22 marzo Milano diventerà dunque capitale della fotografia, in un «un modello virtuoso di collaborazione pubblico-privato», spiegava l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, e in virtù anche del fatto, come notava Domenico Piraina, direttore Cultura del Comune di Milano e di Palazzo Reale, che MIA si apre alla città con il Circuito OFF, «un ecosistema culturale capace di unire istituzioni, mercato e ricerca, all’interno di un’idea di cultura partecipata, diffusa e policentrica». Insomma, se non una «Photo Week» (ma perché non pensarci?), qualcosa di molto vicino.
Con il titolo di «Metamorfosi», suggerito dalle trasformazioni tumultuose del nostro tempo, l’edizione 2026 di MIA ha trovato un’immagine-guida eloquente in uno dei bellissimi (e pazientissimi) cani Weimaraner dell’artista statunitense William Wegman (Holyoke, Massachusetts, 1943), da lui acconciati e vestiti, con tenerezza e ironia, come degli umani.
Quattro le sezioni della Fiera: oltre alla Main Section, dove vanno in scena i progetti sul tema «Metamorfosi» presentati da gallerie consolidate nel panorama nazionale e internazionale, sono presenti le tre sezioni tematiche curate: «Beyond Photography-Dialogue», alla sua settima edizione, curata da Domenico de Chirico, pone l’accento sul dialogo tra la fotografia, la scultura, l’installazione, la pittura, la performance e il video, all’interno di una dialettica che per l’evidente affinità di temi, medium e modi, sconfina, con alcune delle sue gallerie, nella sezione «Focus Latino» curata da Rischa Paterlini. Qui, spiega la curatrice, è presentata «una selezione di artisti latinoamericani, iberici e diasporici, insieme ad autori italiani e internazionali che hanno indagato temi affini legati a identità ibride, migrazione e trasformazioni culturali».
È invece curata da Emanuela Mazzonis la sezione «Reportage Beyond Reportage», in cui la curatrice ha voluto evidenziare come oggi il reportage, al di là della notizia e dell’esclusiva, lasci spazio alla messa in discussione «del visibile e al restituire senso e profondità alle immagini, riaffermando il ruolo della fotografia come strumento di rivelazione e comprensione della realtà».
Riccardo Scibetta, «Due. Le maschere dell’infanzia», 2025. Courtesy: Alessia Paladini Gallery
Sei i progetti speciali presenti in Fiera: BNL BNP PARIBAS presenta nella sua Lounge «Non si diventa grandi da soli», reportage fotografico di Giorgio Galimberti dedicato alla Fondazione Don Gino Rigoldi che ritrae persone di quartieri periferici milanesi: generazioni ed etnie diverse raccontate in storie di fiducia e riscatto umano e sociale, mentre Deloitte, con il suo Deloitte Photo Grant, patrocinato dall’omonima Fondazione e curato da Denis Curti, espone le opere vincitrici delle prime tre edizioni del Premio: per il 2023, le fotografie di Newsha Tavakolian, iraniana, membro di Magnum Photos; per il 2024, quelle di Davide Monteleone, National Geographic Fellow, e per il 2025 le immagini di Carlos Idun-Tawiah, fotografo e regista ghanese, con il progetto «Hero, Friend, Father», cui si aggiunge la serie «Go Live» di Atefe Moeini, lei vincitrice dell’Open Call 2025 per artisti e artiste under 35. Sotto il titolo di «Proximities», anche quest’anno sono previste qui due sezioni: una dedicata al premio stesso, punto di riferimento imprescindibile per il mondo della fotografia d’autore, l’altra (l’Open Call) per i talenti emergenti, per i quali il Premio si è affermato come un’autorevole piattaforma di lancio.
È poi AON, azienda leader nell’intermediazione assicurativa e nella consulenza per la gestione dei rischi e del capitale umano, partner da tre anni di MIA, a proporre nel proprio stand la mostra delle Polaroid di William Wegman, presentata da Galleria Alta, in cui i suoi cani diventano, metamorficamente, personaggi, oggetti, paesaggi, figure archetipiche, citazioni dalla storia dell’arte.
Grazie a Eberhard & Co. si vedrà in Fiera la mostra «Istanti Ritratti» di Elisabetta Catalano (1944-2015), realizzata con l’Archivio Catalano, in cui sfilano personaggi del mondo dell’arte e del cinema e del mondo di «La Dolce Vita», da lei ritratti tra la fine dei Sessanta e i Settanta: ecco allora Helmut Berger, Marisa Berenson, Claudia Cardinale, Enrico Castellani, Roman Polanski, Sharon Tate, Gilbert & George, di ognuno dei quali Elisabetta Catalano ha saputo restituire le caratteristiche artistiche e umane.
All’accoglienza e ospitalità ha provveduto Kartell con il Kartell Bistrot, in cui figureranno fotografie dei suoi iconici prodotti realizzate da Giovanni Gastel (Milano, 1955-2021) per il catalogo 1995-96, oltre alle immagini riunite nel video per la mostra «The Art Side of Kartell» nei 70 anni del marchio (1949-2019). E per finire, «What Remains of the Summers I Knew», progetto inedito di Nicolò Pudel presentato da Portofino Dry Gin, sul tema della memoria e dei vissuti dell’autore.
Ricca e prestigiosa la sezione istituzionale, che riunisce il Musec-Museo delle Culture di Lugano; Le Stanze della Fotografia (progetto congiunto di Marsilio Arte e Fondazione Giorgio Cini); la Casa Museo Molinario Colombari (associazione culturale non profit di respiro internazionale); la Fondazione Sella e la Fondazione Francesca Rava-NPH Italia ETS, Charity Partner. Il Musec presenta «Summa» del fotografo tedesco Hans Georg Berger (Treviri, 1951), a cura di Sabrina Camporini e Francesco Paolo Campione, direttore del Museo; Le Stanze della Fotografia esibiscono l’opera «Courrèges bathing suit» di Horst P. Horst (1906-99), con i lavori finalisti del concorso per giovani fotografi promosso dalla Fondazione Le Stanze della Fotografia, scelte da una giuria composta da Denis Curti, co-curatore della mostra, Gert Elfering, proprietario dell’Estate Horst P. Horst, Francesca Malgara, Francesca Marani, Senior Photo Editor di Vogue Italia, e Anne Morin, curatrice della mostra e direttrice di diChroma Photography. La Casa Museo Molinario Colombari, partner istituzionale per il secondo anno, presenta una selezione delle opere fotografiche della Collezione Ettore Molinario sul tema della metamorfosi dell’individuo, dalla nascita alla morte (in mostra, opere di Fratelli Alinari, Clovis Bataille, Lisetta Carmi, Daniel Frasnay, Aneta Grzeszykowska, Martine Gutierrez, Sarah Jones, Christopher Makos, Angus McBean, Barrie Schwortz, Agata Wieczorek e altri); la Fondazione Sella, con Antiga Edizioni e con il contributo di Strategia Fotografia 2024, esibisce il suo recentissimo progetto editoriale che per la prima volta mostra l’archivio di Vittorio Sella (1859-1943), grande fotografo ed esploratore rievocato qui con un taglio inedito. Insieme, le immagini di oggi di Giulio Favotto che restituiscono i suoi luoghi di lavoro e gli spazi per la catalogazione e la cura del materiale fotografico. Infine, la Fondazione Rava (attiva da 25 anni ad Haiti e nel mondo) presenta la mostra fotografica «Artico: Un Deserto Abitato. Storie di resistenza umana ai confini del mondo» della fotografa e giornalista Valentina Tamborra, progetto che intreccia arte, ambiente e diritti umani. Il ricavato della mostra fotografica andrà a sostenere i progetti della Fondazione dedicati all’infanzia e all’adolescenza in condizioni di disagio.
Matteo Basilé, «Theatrum Naturae», 2025. Courtesy: the artist. Gallery: NM Contemporary
Dieci i Premi, due dei quali all’esordio, come il premio-acquisizione The Collectors.Chain Prize, promosso da Art Defender (la giuria è presieduta da Walter Guadagnini) e il Superstudio Photo Award, con Fujifilm Italia, destinato a studenti tra i 18 e i 28 anni di accademie, istituti, università europee, mentre sono, chi più chi meno, dei «veterani» il Premio BNL BNP Paribas (giuria: Francesca Malgara; Luca Ranieri, Head ESG Strategy, Communication & Public Affairs BNL BNP Paribas; Nicola Zanella, curatore e giornalista; Patrizia Sandretto Re Rebaudengo; Sam Stourdzé, direttore Accademia di Francia a Villa Medici); il Premio Casa Molinario Colombari, destinato alla galleria che proponga il miglior stand; il Fondo Acquisto Ente Fiere di Parma; il Premio La NUOVA Scelta Italiana di Lucia Bonanni e Mauro Del Rio (vincitori: Raffaella Marinello e Paolo Ventura); il Premio Irinox «Save the Food–Freeding the Image», a cura di Claudio Composti; il Premio The Portfolio Parade, piattaforma di valorizzazione di talenti, curato da Erik Kessel, e la seconda edizione dell’Image Media Excellence Award, assegnato al magazine «d la Repubblica» diretto da Emanuele Farneti, che presenta in fiera la propria storia e la propria visione editoriale, insieme a dieci copertine della rivista selezionate dalla piattaforma Instagram @coveerjunkie.
Nella sezione Editoria saranno presenti editori, riviste e pubblicazioni specializzate tra le più autorevoli del settore. All’ampio programma culturale si aggiungono tre appuntamenti sul collezionismo (il 19, 20 e 21 marzo) a cura della Collezione Ettore Molinario, con autorevoli ospiti internazionali, numerosi talk e il workshop per fotografia a cura di Nicolas Ballario con Cucù Studio, in collaborazione con «d la Repubblica» (per tutto si veda www.miafairbnpparibas.it ).
E, non meno significative, le molte ramificazioni in città, con il citato Circuito OFF, che include le mostre in corso di Galleria 10·Corso·Como («The New American West: Photography in Conversation»); Senato Hotel Milano con Kruso Art Auction («SENATO BLOW(N) UP»); Tecno showroom, Milano (nei Caselli di Porta Garibaldi: «Teresa Giannico per Tecno» in collaborazione con Viasaterna) e le mostre visibili in sedi istituzionali come Fabbrica del Vapore («Stefano Zardini. A Visionary at Altitude-N vijionar sö alalt»); Gallerie d’Italia («Gianni Berengo Gardin. Lo studio di Giorgio Morandi» e «La strada per Cortina. VII Giochi Olimpici invernali 1956»); Mudec («100 Fotografie per editare il mondo»); Museo Diocesano Milano («Non dimenticarti. La cura dell’Alzheimer e l’esperienza di Sacra Famiglia»); Palazzo Citterio-La Grande Brera («Giovanni Gastel. Rewind») e Palazzo Reale («Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio»).