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Arianna Antoniutti
Leggi i suoi articoliA maggio iniziano i lavori, della durata di un anno, che consentiranno per la prima volta di accedere all’Area Sacra di Largo Argentina. A oggi visibile solo dall’alto, perché a una quota più bassa dell’attuale piano di calpestio, l’Area Sacra è un complesso archeologico di età repubblicana, in cui si conservano i resti di quattro templi edificati tra III e II secolo a.C. Riportati alla luce tra il 1926 e il 1929, in seguito a demolizioni finalizzate alla costruzione di nuovi edifici, l’Area e i templi furono affidati al soprintendente Antonio Muñoz che provvide alla loro sistemazione.
I quattro templi sono ancora di incerta intitolazione, il più antico è il cosiddetto tempio C (III secolo a.C.), probabilmente dedicato alla dea Feronia, il più recente è il tempio B (fine II secolo a.C.), a pianta circolare, edificato in onore della Fortuna. Alle spalle di questo edificio di culto si conserva il basamento in tufo della Curia di Pompeo, il luogo in cui Giulio Cesare, nel 44 a.C., venne assassinato.
Grazie alla donazione di circa un milione di euro da parte di Bulgari, tutto questo sarà fruibile con camminamenti in quota: percorsi verticali e orizzontali, di notte illuminati da luci led. Il progetto, nato dalla cooperazione tra Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina e Bulgari, vedrà inoltre la realizzazione di uno spazio espositivo nel portico esterno della medievale Torre del Papito e l’allestimento di un’area espositiva coperta nel portico orientale dell’Area Sacra. Qui numerosi reperti, come iscrizioni, terrecotte e resti di statue, illustreranno la storia del sito, dalla fase repubblicana a quella imperiale, dall’utilizzo in età medievale sino alle demolizioni del secolo scorso.
L'Area Sacra di Largo Argentina, III-II sec. a. C.
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