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Lavinia Trivulzio
Leggi i suoi articoliTorino fa i conti con il tempo e risponde presente. Si è chiusa con un bilancio più che positivo la quattordicesima edizione di Flashback Art Fair, ospitata come di consueto negli spazi di Flashback Habitat in corso Giovanni Lanza. Dal 29 ottobre al 1° novembre, la fiera diretta da Ginevra Pucci e Stefania Poddighe – con la direzione artistica di Alessandro Bulgini – ha tirato le somme registrando un incremento delle vendite e confermando un trend in crescita per quanto riguarda la consapevolezza del pubblico, con 23.244 visitatori registrati alle 18 della giornata di chiusura e la piena soddisfazione delle 35 gallerie partecipanti, pronte a confrontarsi con collezionisti italiani e internazionali.
Questa edizione, intitolata non a caso IN TIME, ha provato a spostare l'asse della riflessione sul valore che diamo al tempo e sulle nostre priorità quotidiane, trovando la sua massima espressione in un allestimento spiazzante e coraggioso dove i grandi maestri della storia dell'arte dialogavano alla pari con i linguaggi del contemporaneo più estremo e suggestivo. Tra i corridoi si passava così senza soluzione di continuità da uno dei primi lavori maturi di Giuseppe Antonio Petrini, ticinese molto legato proprio al capoluogo sabaudo, da Canesso fino alle opere video più radicali di Laura Hospes, portate in fiera da Atipografia, in un cortocircuito temporale ed estetico che ha spiazzato e affascinato il pubblico. A completare l'offerta ci ha pensato collezioni.amo, lo spazio pensato per avvicinare i neofiti del collezionismo con opere sotto i 5mila euro e volumi d'arte consultabili.
La direzione di Flashback: da sinistra, Stefania Poddighe, Ginevra Pucci e Alessandro Bulgini. Courtesy of Flashback
Non sono mancate le note di cronaca e di attualità a intrecciarsi con le sale della fiera, come quando gli organizzatori hanno commentato con lucidità le flessioni registrate in alcune fasce orarie: «Venerdì è stata una giornata con un calo degli ingressi, ma siamo felici, perché le persone sono scese in strada a rivendicare i propri diritti. Per noi, che lavoriamo sul rapporto fra arte e vita, questo ha un valore. Essere IN TIME significa anche riconoscere quando è il momento di esserci, di prendere posizione e partecipare»
A fare da filo conduttore tra gli stand sono stati poi progetti capaci di uscire dai confini tradizionali della mostra mercato, dalla performance «Passo Tempo», che ha trasformato la fatica di runner su un tapis roulant in un insolito orologio umano, fino all'incontro pubblico che ha visto dialogare l'astronauta Paolo Nespoli e il sindaco Stefano Lo Russo sul senso del tempo, da quello orbitale a quello geologico e umano. Tra mostre dedicate alla memoria del fu Istituto per l’Infanzia, laboratori, musica e suggestivi allestimenti come quello del Circolino trasformato in navicella spaziale, Flashback archivia un'altra edizione confermandosi più di una semplice vetrina commerciale quanto un presidio culturale che, spenti i riflettori della fiera, continuerà a vivere negli spazi di corso Giovanni Lanza per tutto l'arco dell'anno.
Lavinia Trivulzio
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