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Giovanni Segantini, «Pascoli di primavera», 1896, Milano, Pinacoteca di Brera

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Giovanni Segantini, «Pascoli di primavera», 1896, Milano, Pinacoteca di Brera

Cento anni di mecenatismo: dal 1926 Amici di Brera sostiene la Pinacoteca con acquisti, donazioni e restauri

Nell’anniversario di questo sodalizio sono riuniti opere e documenti della lunga storia che ha portato nell’istituzione milanese lavori dal «San Girolamo» di Caravaggio ai nuovi ritratti di Ettore Modigliani e Giuseppe Bossi

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

Cent’anni di doni, di collaborazione, di supporto costante e generoso alla Pinacoteca di Brera a Milano: dal 1926, anno in cui Ettore Modigliani, direttore e soprintendente di Brera, volle fondarla con un gruppo di mecenati (il primo presidente fu Luigi Alberico Trivulzio, esponente di una delle più antiche e potenti casate milanesi), l’Associazione Amici di Brera (per tutti, gli Amici di Brera) non ha mai dismesso il suo ruolo culturale e civile di sostegno al Museo milanese, fuorché negli anni in cui, dal 1939, il fascismo la soppresse, non senza aver costretto alla fuga (nel 1938, con le leggi razziali) lo stesso Ettore Modigliani. Eppure, proprio nel 1939 gli Amici di Brera riuscirono ancora a donare alla Pinacoteca uno dei suoi tesori più preziosi, la «Cena in Emmaus» di Caravaggio. L’associazione sarebbe rinata nel 1949, dopo gli anni della guerra, grazie a Fernanda Wittgens, e da allora ha continuato nel suo lavoro di supporto, spesso silenzioso ma sempre determinante, al magnifico museo milanese.

Fra le numerose iniziative realizzate per celebrare questo anniversario, gli Amici di Brera, presieduti dal 2020 da Carlo Orsi, gallerista d’arte antica che non ha bisogno di presentazioni, hanno promosso la mostra «Cento anni per Brera. Acquisti e doni degli Amici» (in Pinacoteca dal 7 ottobre al 14 febbraio 2027; catalogo Centro D, Firenze, undicesimo volume della collana «Quaderni di Brera»), curata da Alessandro Morandotti, Valentina Ferrari e Francesco Lorenzo Colombo, in cui sono esposte, corredate dai documenti che le accompagnano, le opere usualmente non visibili donate dagli Amici in questi cent’anni, mentre quelle esposte nel percorso di visita della Pinacoteca e di Palazzo Citterio (dal Caravaggio citato alle opere di Ambrogio Lorenzetti, Bartolomeo Passarotti, Guido Cagnacci, Giovanni Segantini, Gaetano Previati, tutte scelte per colmare i vuoti lasciati dal gusto dominante al tempo della formazione della collezione, oppure posteriori a essa) sono segnalate da speciali didascalie. Non senza rammentare, in catalogo, le figure dei presidenti degli Amici e dei donatori.

Ultimi doni degli Amici, entrati quest’anno nelle collezioni braidensi, sono i ritratti di due protagonisti della vita di Brera: Ettore Modigliani, nel ritratto realizzato da Harold Knight a Londra, quando il direttore vi soggiornò (dopo un burrascoso viaggio in nave con tutti i capolavori da lui accompagnati) in occasione della grande esposizione di arte italiana del 1930 alla Royal Academy of Arts, e Giuseppe Bossi (qui ritratto da Ignazio Fumagalli), il grande pittore neoclassico che, da segretario dell’Accademia nel primissimo Ottocento, fu di fatto l’artefice della collezione della Pinacoteca. Ma non solo, nel 2026 sono stati donati dalla consigliera Francesca Luchi anche due monumentali cartoni preparatori di Francesco Hayez e Pelagio Palagi.

«Quello con gli Amici di Brera, ha commentato Angelo Crespi, direttore generale Pinacoteca di Brera e Biblioteca Nazionale Braidense, Palazzo Citterio, Cenacolo Vinciano, è un legame, dapprima di mecenatismo e ora di sussidiarietà, come sancisce la nostra Costituzione, che ha attraversato generazioni diverse trovando nella tutela e nell’arricchimento del patrimonio la sua espressione più concreta e trasformando l’amicizia per Brera in una forma autentica e duratura di responsabilità culturale: un esempio chiaro di come i privati illuminati possano concorre al mantenimento delle grandi istituzioni pubbliche». Tema ribadito tanto dall’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso quanto dall’assessore milanese Tommaso Sacchi, che ha posto l’accento sul «valore di una collaborazione tra istituzioni, società civile e mecenati che ha accompagnato Brera nel tempo e continua a essere decisiva per il futuro della Grande Brera».

Ma la vicenda degli Amici di Brera è stata rievocata, in questo centenario, anche nel volume a più voci curato da Pietro Bianchi «Amici di Brera. Una grande storia 1926-2026» (Moebius), costruito con il duplice sguardo dei presidenti, consiglieri e soci da un lato e dall’altro degli storici dell’arte, grazie ai quali il libro diventa un utilissimo strumento di studio: nelle schede tecniche, infatti, le opere donate sono accuratamente studiate sotto i profili storico-artistico, delle provenienze e dei contesti.

Lungo questo 2026 è stato poi concluso, grazie agli Amici di Brera e con il coordinamento di Marina Gargiulo, responsabile delle collezioni del XX secolo della Pinacoteca, il restauro della scultura di Arturo Martini «Donna al sole», che sarà esposta a Palazzo Citterio. Ma gli Amici operano anche, e intensamente, nella didattica e nella promozione di collaborazioni sul territorio: riprende infatti, dopo il grande successo riscosso, il ciclo «Storie dell’Arte», realizzato con ArtsFor e con la curatela scientifica di Marco Carminati, vice presidente degli Amici di Brera, realizzato con Comune di Milano, Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa (con il supporto di Pinacoteca di Brera, Edison, avvocato Carlo Pedersoli e A Come A), che in questo scorcio di 2026 guarderà ai grandi movimenti artistici del Novecento, mentre nel 2027, una domenica mattina al mese, esplorerà le (nuove) «Meraviglie del Mondo», per rispondere alla domanda «quali sarebbero, oggi, le meraviglie del nostro mondo»?

Confermata anche la collaborazione con l’Orchestra Sinfonica di Milano, grazie alla quale in primavera si terrà un corso sul dialogo tra musica e arte, con una lectio a cura di Marco Carminati a gennaio, in apertura del concerto del «Requiem» di Mozart, mentre esordisce quest’anno la collaborazione con la Fondazione I.R.C.C.S. Istituto Neurologico Carlo Besta, altra eccellenza milanese, nella cui nuova palazzina ambulatoriale entreranno le riproduzioni di alcuni dei capolavori di Brera e di Palazzo Citterio.  

In contemporanea alla mostra degli Amici, dal 9 ottobre al 10 gennaio Palazzo Citterio presenta «L’eternità della pittura», prima grande retrospettiva postuma di Carlo Maria Mariani (1931-2021), curata da Eike Schmidt e Clayton Calvert: una ricca ricognizione della ricerca sempre controcorrente di un artista innamorato della pittura e della bellezza, protagonista della corrente della «pittura colta», teorizzata da Italo Mussa.  

Ambrogio Lorenzetti, «Madonna col Bambino», 1320-23, Milano, Pinacoteca di Brera

Ada Masoero, 06 ottobre 2026 | © Riproduzione riservata

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