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Francesco Somaini, «Milano dall’alto (vista n. 2)», 1980

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Francesco Somaini, «Milano dall’alto (vista n. 2)», 1980

Cent’anni di Francesco Somaini e il futuro inquieto della città

Proseguono le celebrazioni dello scultore lombardo con mostre (si inizia al Casva di Milano e da Open Art a Prato) e pubblicazioni che ne approfondiscono la ricerca sul rapporto fra scultura, ambiente e spazio urbano

Ada Masoero

Giornalista e critico d’arte Leggi i suoi articoli

Le celebrazioni per il centenario della nascita di Francesco Somaini (Lomazzo, Como 1926-Como, 2005), scultore e teorico tra i più incisivi del secolo passato, proseguono con nuovi appuntamenti. Aperte nel settembre 2025 con la proiezione alla Cineteca Milano del film «Il Mondo nuovo. Cento anni di Somaini», seguita nello scorso gennaio dal volume Somaini. Corpo Urbano: dalla scultura alla città. Scritti polemici (1970-1982) (Johan & Levi Editore), nel prossimo dicembre vedranno l’uscita del libro Crispolti-Somaini: scultura città ambiente. Corrispondenza, conversazioni, documenti (1956-2005) (Silvana Editoriale), mentre tra il 2026 e il 2027 sarà online il Catalogo ragionato dell’opera grafica, calcografica e fotografica di Somaini (Fondazione Somaini). Fra le mostre la prima, dall’ottobre 2025 al maggio scorso, è stata «Somaini sull’orlo del vulcano», nella Fondazione milanese a lui intitolata poi, dal maggio al giugno scorsi, è stata la volta di «Somaini. Premonizioni: l’arte del fotomontaggio» alla Biblioteca Braidense e dal 12 luglio al 3 ottobre, nella sua Lomazzo, di «Un’eredità viva a Lomazzo. Francesco Somaini 1926-2005».

Ora è la volta del Casva-Centro di Alti Studi sulle Arti Visive di Milano (diretto da Maria Fratelli), che dal 15 settembre al 28 ottobre presenta «Somaini. Giardini inquieti: la filosofia del paesaggio», un progetto curato da Fulvio Irace con la Fondazione Francesco Somaini Scultore ETS di Milano (guidata dalla figlia Luisa, storica dell’arte, già docente all’Accademia di Brera), in cui sono riuniti un centinaio di lavori tra disegni, documenti, fotografie, foto-collage, fotomontaggi, plastici e sculture, realizzati tra il 1965 e il 1999, molti inediti o poco visti, tutti provenienti dall’Archivio dell’artista. Come già quello della Braidense, curato anch’esso da Fulvio Irace, questo progetto è dedicato alle sue riflessioni, profetiche e geniali, sulla natura e sul paesaggio nel contesto urbano: idee con cui anticipava temi poi diventati urgenti, che trovarono la loro più compiuta espressione nel progetto, incompiuto, per il Giardino di Largo Marinai d’Italia a Milano (1965-67), di cui resta solo l’omonimo monumento: un’«onda» di bronzo, gigantesca e travolgente. Somaini partecipò ad altri concorsi, anche a quello per il Parco de la Villette a Parigi (1982), e ovunque si pose l’obiettivo della «reumanizzazione» della città snaturata dalla società dei consumi, e sebbene la mostra ne includa più d’uno, il suo cuore pulsa nei giardini (giardini selvatici, ribelli, «inquieti» nella sua idea) di Largo Marinai d’Italia, in quello che era stato il Verziere di Milano. Qui Somaini aveva previsto un intreccio di percorsi capaci di diventare un luogo d’incontro per la collettività, tra collinette, ridossi e un corso d’acqua che si sarebbe riversato nella fontana del monumento ai Marinai d’Italia: un vero intervento di Land Art, il suo; troppo anticipatore però per poter trovare accoglienza.

Sempre in settembre, dal 26 al 6 gennaio 2027 è poi la volta di «Materia “lucida e ordinata”: Francesco Somaini nel centenario» (catalogo Masso delle Fate, a cura di Mauro Stefanini), un’antologica con testo critico di Beatrice Buscaroli, presentata dalla Galleria Open Art di Prato, che riunisce 20 sculture e un nucleo di disegni dagli scorsi anni Cinquanta fino all’aprirsi del nostro secolo. Fra le sue opere miliari esposte qui, la monumentale «Grande Ordalìa» (1963), il «Grande Martirio Piagato (II versione)», gemello di quello conservato al MoMA di New York, «Memoria dell’Apocalisse II», esposta nel 1964 alla Odyssia Gallery di New York poi alla Gnam di Roma, e «Racconto sul cielo», appartenuta alla collezione Rockefeller.

In seguito, da novembre a maggio 2027, sarà la volta di «Somaini. Corpo Urbano: documenti e progetti» alla Fondazione Somaini a Milano; dal 3 dicembre al 28 febbraio 2027 di «Somaini. L’opera grafica» all’Istituto Centrale della Grafica-Palazzo Poli a Roma, e infine (di nuovo in Fondazione a Milano), da ottobre 2027 a maggio 2028, «Somaini. I mosaici pavimentali».

Francesco Somaini, Bozzetto per il «Monumento ai Marinai d’Italia II [IV variante]», 1967, bronzo su base in legno Milano, Palazzo Morando | Costume Moda Immagine

Ada Masoero, 15 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

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Cent’anni di Francesco Somaini e il futuro inquieto della città | Ada Masoero

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