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Ludovica Zecchini
Leggi i suoi articoliPrima il vino, poi l’epopea del West americano, adesso i maestri della pittura europea. Si apre un nuovo capitolo nelle strategie di dismissione patrimoniale di William «Bill» Koch, pronto a tornare sulla piazza newyorkese di Christie’s con una sequenza di capolavori d'arte moderna, per una stima complessiva che supera i 40 milioni di dollari. Per la maison e il magnate statunitense si tratta di un nuovo capitolo di di una sequenza di vendite da record. Nel giugno 2025 erano già stati dispersi i lotti della sua celebre cantina per 28,8 milioni di dollari, seguiti sette mesi dopo dall'incanto dedicato all’arte della frontiera americana archiviato lo scorso gennaio a quota 84 milioni. Entrambi gli appuntamenti capaci di superare nettamente le aspettative della vigilia.
A guidare il catalogo - questa volta - è il tandem formato da Claude Monet e Paul Cézanne, proposti ciascuno con una stima compresa tra i 12 e i 18 milioni di dollari, rimasti lontani dai circuiti commerciali per quasi quarant'anni. Da una parte la luce normanna di un campo di papaveri e avena in Champ d’avoine et coquelicots (1890), testimonianza della stagione più matura di Monet a Giverny, custodita da Koch fin dal 1985; dall’altra il rigore plastico di Tasse, verre et fruits (circa 1877), tavola in cui Cézanne decostruisce lo spazio prospettico attraverso la presenza essenziale di poche mele, una tazza e un bicchiere, prefigurando le geometrie del Novecento.
Il percorso si addentra quindi nelle avanguardie storiche attraverso una calibrata alternanza di registri. L'orientalismo sinuoso di Henri Matisse trova spazio nella Jeune femme fardée à l’orientale (La bayadère), tela del 1929 stimata tra i 5 e i 7 milioni di dollari, mentre il terreno della grafica e del segno si accende con Scène de ballet di Edgar Degas. Il pastello su monotipo, valutato tra i 3 e i 5 milioni, vanta una genealogia collezionistica illustre. Fu infatti acquistato direttamente nello studio dell'artista dalla mecenate di Filadelfia Annie Riddle Scott, lì indirizzata dall'impressionista Mary Cassatt.
L’orizzonte si allarga infine al modernismo internazionale, cucendo insieme geografie e sensibilità eterogenee. Il realismo sociale di Diego Rivera irrompe con Vendedora de flores en Xochimilco (1929), posta a confronto con la rarefazione segnica della Peinture (1950) di Joan Miró, entrambe con valutazioni tra i 2,5 e i 3,5 milioni di dollari. A sigillare il catalogo concorrono il lirismo onirico di Marc Chagall (Danseuse à la robe fleurie, 1971, stima 1,2–1,8 milioni) e la sintesi espressionista di Gabriele Münter in Kind mit Puppe del 1909 (900 mila–1,2 milioni).
Claude Monet, Champ d'avoine et coquelicots (1890) @ Christie's
Ludovica Zecchini
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