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Il Grand Salon dell’appartamento di Yves Saint Laurent, Parigi

Foto: Marianne Haas

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Il Grand Salon dell’appartamento di Yves Saint Laurent, Parigi

Foto: Marianne Haas

Aste a domicilio: il nuovo modello di esposizione di Maison Bibelot

Le «House Sales» della casa d’asta fiorentina trasformano la dimora in parte integrante dell’asta e tramutano l’esperienza del collezionismo, dimostrando l’importanza di trasmettere la storia di un’opera all’interno del suo contesto

Nicoletta Biglietti

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Prima di essere un’asta, una House Sale è il racconto di una casa. Opere, arredi e oggetti rimangono negli ambienti che li hanno accolti per anni, permettendo ai collezionisti di leggerne la storia e le relazioni prima che vengano dispersi. Da questa intuizione Maison Bibelot ha costruito uno dei tratti più distintivi della sua attività, trasformando ville, appartamenti e dimore storiche nel luogo stesso della vendita. Fondata a Firenze nel 1997 da Elisabetta Mignoni insieme a due colleghi, dopo la laurea in Lettere e Filosofia e un’esperienza di sei anni nella storica casa d’aste Pitti accanto a Leonardo Lapiccirella, Maison Bibelot si è affermata nel panorama italiano come una realtà specializzata in arte e antiquariato. 

Negli anni ha ampliato i propri dipartimenti, dall’arte moderna e contemporanea al design, dai gioielli al vintage, mantenendo nelle House Sale una delle proprie cifre distintive. «Non si vendono soltanto i beni più importanti, spiega Mignoni. In catalogo trovano spazio anche piccoli mobili, dipinti decorativi, argenteria, biancheria ricamata, tendaggi, abiti vintage e tutti quegli oggetti che fanno parte della vita quotidiana di una casa». Un approccio che consente di valorizzare l’intero patrimonio di una dimora e che offre agli acquirenti la possibilità di osservare le opere nel loro contesto originario, cogliendo relazioni e dettagli che difficilmente emergerebbero in una tradizionale sala d’aste. 

Accanto a opere di antiquariato, trovano spazio anche collezioni di arte moderna e contemporanea rimaste per anni in collezioni private e spesso inedite sul mercato, una caratteristica che accresce l’interesse di collezionisti e appassionati. 

L’idea prende forma nel 2001 con la vendita degli arredi di Villa La Capponcina, storica dimora dannunziana sulle colline di Firenze. Invece di trasferire le opere in sede, Maison Bibelot sceglie di organizzare esposizione e asta direttamente nella villa. Il successo dell’iniziativa porta alla nascita di un dipartimento dedicato, che oggi segue ogni fase del progetto: dalla catalogazione alla valutazione dei beni, fino al riallestimento degli ambienti, spesso disabitati da tempo, con interventi pensati per valorizzarne gli spazi senza snaturarne l’identità. 

Un lavoro che richiede competenze trasversali, dalla conoscenza del mercato alla capacità di restituire leggibilità agli spazi, affinché ogni ambiente continui a raccontare la storia della casa. Tra gli elementi che rendono riconoscibile questo format c’è anche il valore della provenienza. Se una casa appartiene o è appartenuta a una personalità nota, l’interesse dei collezionisti cresce sensibilmente. Lo dimostra la House Sale dedicata alla dimora fiorentina del pittore Pietro Annigoni, conclusa con il 100% dei lotti aggiudicati e rialzi che, in alcuni casi, hanno raggiunto il 120%. Nel corso degli anni Maison Bibelot ha organizzato vendite in residenze come Villa Piatti, il Castello della Gamberaia e Villa Manin a Dolo. Opere inedite sul mercato, provenienze documentate, ampiezza dell’offerta e allestimenti che rispettano l’identità dei luoghi continuano a caratterizzare un modello che ha fatto della casa non una semplice cornice, ma parte integrante del valore e del racconto di ogni opera. 

Nicoletta Biglietti, 17 settembre 2026 | © Riproduzione riservata

Nicoletta Biglietti

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