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Redazione
Leggi i suoi articoliDa oltre cinquant’anni, Art Basel - soprattutto nella sua versione ammiraglia di Basilea - rappresenta il punto d'incontro d'eccellenza per il sistema dell'arte globale. L’edizione 2026 riafferma questa leadership tornando con un taglio ancora più indirizzato verso la qualità museale e il dialogo tra i principali attori del mercato. Con 290 gallerie provenienti da 43 paesi, la fiera si prepara a schierare una gamma eccezionale di opere, vero fulcro della manifestazione. L'idea è di creare un evento che non sia solo una vetrina commerciale, ma un luogo di indagine sull'arte di oggi. A testimoniarlo la presenza di alcune delle più importanti gallerie mondiali, che hanno confermato la loro presenza, tra cui Gagosian, Hauser & Wirth, David Zwirner, Pace Gallery, Sadie Coles HQ, Galleria Continua, Galerie Chantal Crousel, Lévy Gorvy Dayan, Mennour, Xavier Hufkens, Massimodecarlo, Fortes D’Aloia & Gabriel, Gomide & Co, Van De Weghe e Larkin Erdmann.
La novità più attesa dell'edizione è il lancio di Basel Exclusive, un’iniziativa strategica volta a restituire e ai suoi collezionisti il senso di sorpresa e l'urgenza della scoperta che dovrebbe accompagnare ogni fiera. Alcune gallerie leader - tra cui Gagosian, Hauser & Wirth, David Zwirner, Pace Gallery, Galerie Chantal Crousel e Galleria Continua - hanno scelto di destinare una selezione di lavori a un'esclusivissima visita privata, inaccessibile anche online, in programma il 16 giugno durante la First Choice VIP Preview. Chi vi parteciperà, sarà il primo a visitare la fiera nella sua forma più preziosa, con tutti i pezzi più forti in esposizione. Quanto alla sezioni, confermata la struttura degli ultimi anni. Ai settori classici e istittuzionali Premiere, Feature, Statements ed Edition, si aggiungono i segmenti speciali di Parcours, Kabinett, Zero 10 e Unlimited.
Sotto la curatela di Ruba Katrib (MoMA PS1), Unlimited presenterà 59 progetti monumentali che sfidano il formato dello stand. Tra gli highlights spicca Isa Genzken con Untitled (2018), presentata da Galerie Buchholz, Hauser & Wirth e David Zwirner; il monumentale A, B, C (1987) di Ed Ruscha, proposto da Gagosian; e la tensione psicologica di Bruce Nauman con Dead End Tunnel Folded into Four Arms with Common Walls (1980), presentato da Hauser & Wirth. Il settore includerà anche il film CGI di Helen Marten proposto da Sadie Coles HQ e Greene Naftali; il progetto di Goshka Macuga proposto da Kate MacGarry, Rüdiger Schöttle e Vistamare; e lo storico Oskar Schlemmer presentato da Leandro Navarro e Thaddaeus Ropac. Completano la sezione le installazioni di Theaster Gates e Tracey Emin, entrambe portate da White Cube, e l'opera di Alfredo Jaar presentata da un consorzio che include Jean-Kenta Gauthier, Goodman Gallery, Lelong, Lia Rumma e Thomas Schulte.
Il settore Kabinett permetterà a oltre 25 espositori di curare mostre tematiche negli stand. Figurano la suite di disegni di Roy Lichtenstein da Gray; il focus di Jenkins Johnson Gallery sulle fotografie di Gordon Parks; e il reassessment di Marcelle Cahn presso la Galerie Jocelyn Wolff. Sul fronte contemporaneo, si segnalano le sculture di Klara Kristalova presentate da Perrotin, l’installazione immersiva di Jacolby Satterwhite da Kadel Willborn e l’ambiente psicologico dell’artista iracheno Ali Eyal proposto da ChertLüdde.
Curata da Stefanie Hessler, Parcours si estenderà nella Città Vecchia con 22 progetti. Tra gli interventi: i Rainsticks di Kader Attia portati da Galerie Nagel Draxler e Regen Projects; le installazioni di Haegue Yang presentate da Kukje Gallery e neugerriemschneider; e i poster di Sarah Crowner distribuiti dalla Galerie Nordenhake. Il settore ospiterà anche l'installazione di Amol K Patil (Galerie Peter Kilchmann) e la meditazione sociale di Pélagie Gbaguidi, presentata da Fortes D'Aloia & Gabriel, Goodman Gallery e Tim Van Laere Gallery. Si aggiungono infine agli Art Basel Awards le nuove commissioni in Messeplatz e Münsterplatz.
Infine, la terza edizione di Zero 10 debutta nella Event Halle con un formato ampliato e immersivo. La novità fondamentale è l'accessibilità: la mostra abbandona la logica dello stand per diventare un’esperienza completamente gratuita e aperta al pubblico. Accompagnato dal programma di Conversations, il settore conferma Art Basel come laboratorio di riflessione sulle nuove tecnologie, mantenendo al contempo la propria leadership commerciale e rilevanza culturale.
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