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Anche quest’anno Basel Social Club è l’evento da non perdere nella settimana dell’arte di Basilea

Dal centro di Basilea alla sede underground nei pressi della stazione, l'evento poliedrico e gratuito che libera gli espositori dall'ansia del profitto e i visitatori dallo stress della fiera tradizionale

Se l'algida e iper-commerciale macchina del mercato dell'arte contemporanea comincia a procurarvi un senso di saturazione, la cura ideale potrebbe trovarsi a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Basilea. Ha riaperto i battenti il Basel Social Club, l'evento indipendente e rigorosamente gratuito che lo scorso anno, occupando una vecchia banca nel centro di Basilea, era riuscito a ridare ossigeno e spontaneità a un ambiente spesso ingessato, coniugando gallerie d'avanguardia, street food, fiumi di alcol e persino un barbiere in loco.

Dopo aver colonizzato in passato una fattoria e una villa privata, per questa nuova edizione il collettivo ha scelto di occupare gli ex uffici della banca UBS. Si tratta di un imponente complesso architettonico firmato dal celebre studio locale Diener & Diener, situato a ridosso della stazione ferroviaria Basel SBB. Le ambizioni, quest'anno, superano persino i successi passati, con una svolta decisamente notturna: la programmazione si articola infatti ogni giorno dalle 16:00 fino alle 3 del mattino successivo, prolungandosi per tutta la settimana.

«Siamo partiti con l'idea di dare vita a qualcosa di sotterraneo, una sorta di "night edition"», ha spiegato la co-fondatrice Yael Salamunovitz, descrivendo la genesi del progetto. L'anima più marcatamente notturna dell'evento si concentra nel garage sotterraneo dell'edificio, convertito per l'occasione in un vero e proprio nightclub. È qui che prenderanno vita le performance di artisti come Jade Kuriki-Olivo (Puppies Puppies) ed Ernestyna Orlowska - quest'ultima nota per un'azione in cui smonta un MacBook sulle note del Boléro di Ravel - oltre a una fitta line-up di concerti. Tra gli appuntamenti musicali spicca il live di Robin S., l'icona house anni Novanta la cui celeberrima hit Show Me Love scalò le classifiche globali nel 1993.

Hajime Soroyama, “Sexy Robot_The Ghost in the Shell tipo 1” (2026). Foto: Gina Folly

Matiere Noire, Club Garage at Basel Social Club 2026. Photo by Gina Folly. Courtesy of Basel Social Club

Ma il Basel Social Club è per definizione un ecosistema multidisciplinare e caotico. All'interno della struttura i visitatori possono trovare un centro fitness completo di sauna e percorso terapeutico freddo, un temporary restaurant curato dallo chef stellato Pascal Steffen (del ristorante locale Roots, due stelle Michelin), sessioni di spray-tan e persino un quiz a premi ideato dallo spazio zurighese Suns.Works, che metterà in palio un'opera autentica di Andy Warhol. A completare il quadro, la fiera del libro d'arte I Never Read, un servizio di applicazione di brillantini sui denti e, naturalmente, tantissima arte visiva, rappresentata da gallerie internazionali e sperimentali come P21 di Seul, Soft Opening di Londra e 4649 di Tokyo.

«Onestamente, un'operazione del genere non sarebbe realizzabile in nessun altro posto», ha commentato Robbie Fitzpatrick, co-fondatore dell'evento. Grazie a finanziamenti mirati e alla concessione gratuita dello spazio, l'organizzazione è riuscita ad azzerare o ridurre drasticamente i costi d'ingresso per gli espositori. «In questo modo i galleristi sono liberi dall'ansia di dover monetizzare a tutti i costi per ammortizzare i costi esorbitanti dei tradizionali stand fieristici», ha aggiunto Fitzpatrick.

Date le dimensioni dell'ex sede UBS, decisamente più vaste rispetto alla banca dello scorso anno, gli organizzatori confidano di poter gestire l'enorme afflusso di pubblico riducendo le lunghe code all'ingresso, sebbene l'attesa rimanga parte del rituale. L'invito finale, dopotutto, è quello di abbandonare le mappe e le frenesie del collezionismo d'acquisto: perdersi tra i piani dell'edificio, lasciandosi guidare dall'esperienza pura, dal bar alla performance, per riscoprire il lato più autentico e sociale della creatività contemporanea.

Redazione, 17 giugno 2026 | © Riproduzione riservata

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