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Perugia, l’Ipogeo dei Volumni. Foto: Stefano Miliani

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Perugia, l’Ipogeo dei Volumni. Foto: Stefano Miliani

Anche chi non cammina potrà scendere nell’Ipogeo dei Volumni

Grazie a un finanziamento di 2 milioni di euro è in corso la riqualificazione del sito umbro, che comprende la necropoli del Palazzone, un Antiquarium, un laboratorio di restauro e uffici

Stefano Miliani

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All’ingresso del sito decine di urne cinerarie accolgono il visitatore. Poi dai gradini scavati nel terreno si scende alla tomba costruita nel II secolo a.C., ora in parte in ristrutturazione, con urne e piccoli sarcofagi. Il sito comprende la necropoli del Palazzone con tombe e camminamenti nella collina che digrada, un Antiquarium in un’ex casa colonica, un magazzino di cinque piani con laboratorio di restauro e uffici, quasi invisibile perché coperto dal prato e ricavato in una ex cava.

Sotto la guida dell’etruscologa Maria Angela Turchetti a gennaio è partito un progetto grazie a 2 milioni di euro (fondi del Pnrr) che impegna il dicastero tramite la Direzione regionale Musei Umbria diretta da Costantino D’Orazio, il Ministero delle Infrastrutture, il Comune di Perugia e, nella progettazione, l’Mt Studio di Roma.

Il lavoro si inserisce in un piano di riqualificazione urbana dal costo di 30 milioni di euro per Ponte San Giovanni, spiega l’archeologa: «Il nostro lavoro sarà completato nel 2026. Nel sito è stato individuato il fulcro identitario per dare un volto nuovo alla frazione. Con i fondi del Pnrr rendiamo l’Ipogeo più accessibile, riallestiamo l’Antiquarium sala per sala, apriamo nuove tombe della necropoli». L’Antiquarium espone poco più di un centinaio di reperti e cambierà, avverte Turchetti: «Didascalie striminzite o solo per specialisti non servono. Cercheremo di spiegare il contesto, di rendere chiari e attrattivi i reperti». La necropoli contiene circa 200 tombe, scavate dall’800 in poi, quasi tutte chiuse al pubblico: «Pensiamo di renderne accessibili una trentina, di cui molte virtualmente», commenta l’archeologa che promuove studi scientifici sul sito.

Matteo Clemente, ora docente di Architettura del paesaggio all’Università La Tuscia, è il progettista che, su incarico dell’Mt Studio, aveva seguito il progetto (oggi lo sostituisce l’architetto Bruno Boccolo): «Nell’Antiquarium un ascensore renderà il piano superiore accessibile a chi ha mobilità ridotta. All’esterno ci saranno un piccolo padiglione con segnaletica e totem multimediali, riproduzioni tattili, mentre una gradinata naturale verrà ristrutturata anche per rappresentazioni». L’obiettivo, dice, è «un parco più aperto alla città, rendendo intelligibile il paesaggio, anche con la realtà aumentata, a chi non è archeologo. Alcuni pannelli descriveranno le tombe, un’app permetterà di vederne il modello in 3D e farà percepire lo straordinario mondo degli Etruschi».

Oltre a interventi di manutenzione e a una nuova illuminazione, l’Ipogeo sarà dotato di un servoscale per chi non deambula, fa sapere Turchetti: «Partiti nel 2021, chiuderemo solo lo strettamente necessario. Vogliamo far partecipare i cittadini».

Perugia, l’Ipogeo dei Volumni. Foto: Stefano Miliani

Perugia, Necropoli del Palazzone. Foto: Stefano Miliani

Perugia, Maria Angela Turchetti, direttore dell’Ipogeo dei Volumni e della Necropoli del Palazzone. Foto: Stefano Miliani

Stefano Miliani, 29 marzo 2024 | © Riproduzione riservata

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