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Attraverso scenografie artigianali, miniature, tavole originali, disegni preparatori, fotografie e materiali d’archivio, il visitatore entra nella genesi del libro e del film allestita come «casa buzzatiana» nel Laboratorio Faam
- Alessia De Michelis
- 16 gennaio 2026
- 00’minuti di lettura
Schizzi di Dino Buzzati per il «Poema a fumetti», 1969
Anche Dino Buzzati partecipa alle Olimpiadi culturali di Milano-Cortina 2026
Attraverso scenografie artigianali, miniature, tavole originali, disegni preparatori, fotografie e materiali d’archivio, il visitatore entra nella genesi del libro e del film allestita come «casa buzzatiana» nel Laboratorio Faam
- Alessia De Michelis
- 16 gennaio 2026
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Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliMilano e le Dolomiti, realtà e fantastico, cronaca e mito: l’opera di Dino Buzzati nasce sul confine tra mondi opposti. A questa tensione è dedicata la mostra «Dino Buzzati e l’Aldilà. Milano e le montagne, da Poema a fumetti al film Orfeo», in programma dal 30 gennaio al 6 aprile al Laboratorio Faam, nel cuore di Brera, a 120 anni dalla nascita dell’autore.
Inserita nell’Olimpiade Culturale di Milano-Cortina 2026 e curata da Virgilio Villoresi e Lorenzo Viganò, l’esposizione trasforma lo spazio in una «casa buzzatiana» da attraversare più che da visitare. Il percorso prende le mosse dal film «Orfeo» di Villoresi, tratto da Poema a fumetti (1969), considerato il testamento artistico di Buzzati e la prima graphic novel italiana. Attraverso scenografie artigianali, miniature, tavole originali, disegni preparatori, fotografie e materiali d’archivio, il visitatore entra nella genesi del libro e del film, in un dialogo continuo tra cinema e letteratura.
La mostra restituisce la pluralità di Buzzati: giornalista e narratore, pittore e poeta, uomo di città e di montagna. Da un lato la Milano raccontata negli articoli per il «Corriere della Sera»; dall’altro le Dolomiti, simbolo del limite e del mistero, protagoniste di romanzi come Bàrnabo delle montagne e Il segreto del Bosco Vecchio.
Tra i fulcri dell’allestimento spicca lo zootropio realizzato appositamente da Villoresi, che anima le silhouette di Poema a fumetti grazie a una luce stroboscopica, evocando le fantasmagorie ottocentesche. La sintesi ideale del percorso è nel dipinto «Piazza del Duomo di Milano», dove la cattedrale si trasforma in vetta dolomitica, unendo spazio urbano e trascendenza.