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Durante la Milano Design Week 2026, l’artista presenta la sua nuova collezione, il cui progetto prende forma nello spazio della camera da letto, intesa come luogo liminale
- Cecilia Paccagnella
- 31 marzo 2026
- 00’minuti di lettura
Collezione Allegra Hicks, «Trame di Confine», Nilufar
© Filippo Pincolini
Allegra Hicks porta da Nilufar una riflessione sull’abitare intimo
Durante la Milano Design Week 2026, l’artista presenta la sua nuova collezione, il cui progetto prende forma nello spazio della camera da letto, intesa come luogo liminale
- Cecilia Paccagnella
- 31 marzo 2026
- 00’minuti di lettura
Cecilia Paccagnella
Leggi i suoi articoliNel cuore della Milano Design Week 2026, la galleria Nilufar trasforma il proprio Depot in un dispositivo narrativo dedicato all’ospitalità contemporanea. «Nilufar Grand Hotel» non è una semplice esposizione, ma una costruzione immersiva che rilegge gli interni attraverso il design da collezione, articolando ambienti che evocano il lessico dell’hôtellerie.
All’interno di questo scenario si inserisce «Trame di Confine», la nuova collezione di Allegra Hicks, alla sua terza collaborazione con la galleria. Il progetto prende forma nello spazio della camera da letto, intesa come luogo liminale: rifugio intimo e insieme spazio di attraversamento. Ne emerge una suite essenziale (letto, paravento, specchio, panca, lampade) in cui ogni elemento agisce come presenza silenziosa, accompagnando il corpo in una temporalità sospesa tra giorno e notte.
Il fulcro concettuale è il perimetro, inteso non come limite ma come soglia. Le strutture in bronzo racchiudono superfici decorate e frammenti pittorici su tela resinata, definendo confini porosi, capaci di proteggere senza isolare. In questo equilibrio fragile tra materia e struttura, il bronzo dialoga con la morbidezza del crochet, tecnica che Hicks sviluppa da anni e che qui trova una nuova dimensione plastica. Emblematico è il letto: la testiera in velluto blu, tonalità che richiama quiete e raccoglimento, è avvolta da una cornice organica che si espande come un respiro, dissolvendo la rigidità geometrica in una forma viva.
Formatasi tra Milano e New York e oggi attiva tra Londra e Napoli, Hicks porta avanti una ricerca che intreccia arti applicate e sensibilità pittorica, alimentata da pattern e suggestioni naturali. Dall’affresco alle sperimentazioni con arazzi, metalli e superfici dipinte, il suo lavoro continua a esplorare la relazione tra gesto, materia e spazio.
«Trame di Confine» si configura così come una riflessione sull’abitare intimo: uno spazio emotivo e sensibile, dove funzione e contemplazione convivono in un equilibrio sottile, e il design si fa esperienza percettiva.