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Redazione
Leggi i suoi articoliDopo anni di presenze sempre più sporadiche degli artisti italiani nelle grandi rassegne internazionali, arriva un segnale in controtendenza dalla Corea del Sud. Tra i circa quaranta artisti e collettivi invitati alla 16ma Gwangju Biennale figura infatti Rossella Biscotti (Molfetta, 1978), artista che vive tra Bruxelles e Rotterdam e che negli ultimi anni ha consolidato una ricerca riconosciuta a livello internazionale. Rappresentata da Mor Charpentier e Green Art Gallery di Dubai, vincitrice del Premio Acacia nel 2017, Biscotti è stata protagonista nel 2024 di un’importante retrospettiva al Castello di Rivoli.
La manifestazione, in programma dal 5 settembre al 15 novembre, ha annunciato i partecipanti attraverso e-flux, confermando il ruolo della celebre newsletter come principale piattaforma di comunicazione del sistema dell’arte contemporanea. Fin dalla sua fondazione, nel 1995, la Biennale di Gwangju si è affermata come uno degli appuntamenti di riferimento a livello globale, ospitando nel tempo direttori artistici del calibro di Hou Hanru, Okwui Enwezor, Massimiliano Gioni e Harald Szeemann.
L’edizione 2026 è curata dall’artista e filmmaker singaporiano Ho Tzu Nyen, affiancato da Che Kyongfa, Park Gahee, Brian Kuan Wood, Lee Yein e Koyuri Sato. Il titolo, «You Must Change Your Life» («Devi cambiare la tua vita»), riprende l’ultimo verso del sonetto Arcaico torso di Apollo di Rainer Maria Rilke e propone una riflessione sul cambiamento come pratica continua di trasformazione.
L’elenco dei partecipanti restituisce un panorama che attraversa generazioni e geografie, alternando figure storicizzate e ricerche emergenti. Tra gli artisti invitati figurano Matthew Barney, Lygia Clark, Tehching Hsieh, James Benning, Nina Canell, Inci Eviner, Goldin+Senneby, Amanda Heng, Sohrab Hura, Saodat Ismailova, Jeong Geumhyung, Lu Yang, Melvin Moti, Christian Nyampeta, Bhenji Ra, Wang Tuo e Maya Watanabe, insieme ai collettivi CAMP, May Mothers House e Ullimsanbang e a numerosi protagonisti della scena coreana.