Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Stefano Luppi
Leggi i suoi articoliA cinquant’anni dall’intuizione mai realizzata dal critico d’arte Alberto Boatto (1929-2017), che nel 1976 propose per la Galleria d’Arte Moderna di Bologna una serie di eventi performativi legati alla socialità, Xing, organizzazione culturale basata nel capoluogo emiliano, torna a interrogare il rapporto tra arte, temporalità e comunità attraverso «Festa», un progetto diffuso che ha visto il debutto lo scorso 10 maggio all’Expo di Bologna con «Addio alle carni» di Simon Vincenzi e che entro il 2027 attraverserà Bologna, Torino, Cesena, Firenze, Milano e Riola. Gli organizzatori lo definiscono una «costellazione» di attività performative a visione gratuita commissionata ad artisti invitati a ripensare radicalmente il concetto appunto di «festa» attraverso una serie di analisi del regime percettivo e sociale.
Il riferimento teorico a Boatto è dunque centrale dal momento che il critico immaginava una «mostra di eventi» capace di sottrarre l’arte all’immediatezza produttiva e alla funzionalità sociale, assegnandole uno spazio di irriducibilità poetica. Xing riprende oggi tale tensione, aggiornandola all’interno delle live arts e delle pratiche performative contemporanee, ambiti che l’organizzazione esplora da oltre vent’anni attraverso esperienze come Netmage, «F.I.S.Co.» e Live Arts Week. La questione posta da «Festa» è radicale: esiste ancora, nella contemporaneità neoliberale e iperproduttiva, un’idea di festa che non coincida con consumo, spettacolarizzazione o dispositivo identitario? La riflessione così esplora rave party, processioni, potlach (rito cerimoniale di scambio e ridistribuzione di beni praticato da alcune popolazioni del Pacifico), parate, ritualità private e manifestazioni politiche, individuando caratteristiche che sfociano nei campi dell’estetica e della nuova socialità postpandemica. I prossimi appuntamenti annunciati da Xing delineano differenti declinazioni del progetto.
Il 18 settembre, presso Fondazione Merz di Torino, Riccardo Benassi (Cremona, 1982) presenterà «Tecnosistemix. Le ultime fabbriche rimaste in lontananza intonano gospel ripetitivi…», una ricerca centrata sulle relazioni tra infrastrutture tecnologiche, linguaggio e desiderio. L’11 dicembre sarà la volta di Claudia Castellucci (Cesena, 1958) con «Convegno di gente che non ha più bisogno dell’Arte / Senz’Arte», ospitato al Centro Comandini di Cesena. Figura cruciale della scena teatrale europea, Castellucci sviluppa da decenni una ricerca che intreccia filosofia, pedagogia e coreografia.
Altri articoli dell'autore
Il restauro di uno dei cicli pittorici più importanti del Trecento emiliano rientra in una vasta campagna di manutenzione, avviata nel 2010, di quello che è uno dei capolavori dell’arte romanica italiana
È rientrata nella Chiesa di San Nicolosio dopo il restauro «San Francesco presenta a Cristo e alla Vergine i santi patroni Luigi IX re di Francia ed Elisabetta regina di Portogallo» dipinta per il soppresso Oratorio dei santi Luigi IX di Francia ed Elisabetta di Portogallo
Al Museum of Art Pudong, e poi all’ALT 1-Hyundai Museum di Seul in Corea del Sud, la più ampia esposizione dell’artista bolognese mai realizzata fuori dalla sua città: 140 lavori, tra cui 50 opere su carta
Completamente rinnovato e ripensato il Mnema, dedicato all’antico insediamento e ai suoi materiali, unico esempio di città etrusca leggibile nella sua pienezza urbanistica



