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Gaspare Melchiorri
Leggi i suoi articoliQuesta primavera, dal 12 marzo al 31 maggio, un monumentale dipinto raffigurante un cavallo impennato sarà oggetto di una nuova mostra della National Gallery dedicata a George Stubbs (1724-1806). «Scrub, cavallo baio appartenente al marchese di Rockingham» (1762 ca) è l’unico ritratto di cavallo a grandezza naturale di Stubbs ancora in mani private, è stato esposto al pubblico solo una volta in precedenza e nell’esposizione in questione sarà affiancato da altri dipinti e opere su carta del pittore inglese.
I visitatori potranno fare un confronto con uno dei capolavori dell’artista, «Whistlejacket» (1762 ca), esposto nella sala 34 della pinacoteca londinese. I due ritratti equini furono dipinti nello stesso anno per il marchese di Rockingham (1730-82), proprietario di entrambi gli animali.
Nell’arte britannica «Scrub» e «Whistlejacket» sono i primi ritratti a grandezza naturale di cavalli raffigurati senza cavaliere e stanno a testimoniare come nella seconda metà del XVIII secolo Stubbs cambiò il genere pittorico del ritratto equino per sempre, grazie alla sua acuta osservazione e ai suoi studi anatomici.
Charles Watson-Wentworth, secondo marchese di Rockingham, era un appassionato collezionista di sculture antiche e appassionato allevatore di cavalli da corsa. Divenne primo ministro dal 1765 al 1766 e poi di nuovo per un breve periodo nel 1782, poco prima della sua morte.
George Stubbs, «Whistlejacket». Londra, National Gallery. Foto: Pubblico dominio
Originariamente «Whistlejacket» doveva essere la base per un ritratto commissionato da re Giorgio III, da appendere nella Great Hall di Wentworth Woodhouse, come pendant al ritratto equestre di Giorgio II. Una volta terminato, il ritratto di Whistlejacket fu ritenuto così suggestivo che il marchese di Rockingham (probabilmente insieme a Stubbs) decise che doveva rimanere senza cavaliere né sfondo. Rockingham decise quindi di far dipingere un altro quadro allo scopo di presentare il re, e Stubbs iniziò un nuovo dipinto con come soggetto il baio Scrub. L’artista conservò poi il quadro e, circa vent’anni dopo, lo vendette a William Wynne Ryland (1738-83), un mercante d’arte, incisore e falsario che tentò, senza successo, di venderlo in India. Danneggiato durante il trasporto via mare, il dipinto fu restituito a Stubbs e venduto all’asta dopo la sua morte.
Stubbs fu un meticoloso studioso dell’anatomia equina. Tra il 1756 e il 1758, l’artista trascorse 18 mesi studiando e disegnando le forme dei corpi dei cavalli in un remoto fienile a Horkstow, nel Lincolnshire, dove eseguiva meticolose dissezioni. Rimuoveva con cura strati di pelle e muscoli, registrando ogni minimo dettaglio man mano che procedeva. La mostra presenterà tra l’altro il trattato di Stubbs The Anatomy Of The Horse, (Including A particular Description of the Bones, Cartilages, Muscles, Fascias, Ligaments, Nerves, Arteries, Veins, and Glands. In Eighteen Tables, all done from Nature) (1766) e sei disegni originali e studi completati, tutti prestiti dalla Royal Academy.
I dipinti di cavalli realizzati da Stubbs sono tra i più accurati mai realizzati, ma l’artista si prese alcune «libertà» artistiche nelle sue opere finite per riflettere il carattere dei singoli cavalli e creare opere finali di grande impatto, che vanno oltre il semplice naturalismo.
George Stubbs, «Scrub, un cavallo baio appartenente al marchese di Rockingham», 1762 ca. Collezione privata. © Collezione privata. Foto: The National Gallery, Londra