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Manifattura Ginori, «Zuppiera con presa a forma di gallo», seconda metà XVIII secolo, porcellana, Sesto Fiorentino, Museo Ginori.

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Manifattura Ginori, «Zuppiera con presa a forma di gallo», seconda metà XVIII secolo, porcellana, Sesto Fiorentino, Museo Ginori.

Alchimia della ceramica dal Settecento all’Ottocento

La storia della Manifattura di Doccia e il dialogo tra scienza, tecnica e arte che ha segnato l’evoluzione della ceramica italiana

Nicoletta Biglietti

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Nel Settecento, Carlo Ginori rivoluziona la ceramica italiana fondendo curiosità scientifica e sensibilità artistica. Ogni sua porcellana nasce dall’incontro tra chimica e creatività: forme raffinate, colori vivaci e tecniche innovative che raccontano una storia di sperimentazione senza compromessi. La Manifattura di Doccia, la fabbrica di porcellana fondata da Ginori vicino a Firenze, diventa così un laboratorio unico, in cui tradizione e innovazione si incontrano e si trasformano in opere capaci di attraversare i secoli. È questo lo spirito al centro della mostra «Alchimia Ginori 1737-1896. Arte e tecnica in manifattura», che il MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza ospita fino al 2 giugno 2026. L’esposizione ripercorre due secoli di evoluzione della ceramica italiana, raccontando come la Manifattura Ginori sia passata dall’essere una piccola officina artigianale a una grande industria riconosciuta a livello internazionale. Attraverso sculture delicate, arredi raffinati, vasellame decorato e manufatti di pregio, la mostra illustra l’evoluzione del gusto e della tecnica, mostrando come tradizione e innovazione abbiano sempre convissuto nella produzione ceramica. L’antica porcellana di Doccia dialoga con la modernità di un’arte in continua evoluzione, raccontando non solo la storia della manifattura, ma anche l’evoluzione della sensibilità estetica e della memoria culturale. Curata da Oliva Rucellai e Rita Balleri e realizzata in collaborazione con la Fondazione Museo Ginori, l’esposizione presenta una selezione unica di opere provenienti dalle collezioni del Museo Ginori e del MIC Faenza. Il percorso si snoda in diverse sezioni: dalle prime sperimentazioni di Carlo Ginori e dei suoi successori, alle sculture in porcellana, all’arricchimento della decorazione pittorica e della tavolozza cromatica, fino alle innovazioni tecniche come la fornace a quattro piani di Carlo Leopoldo Ginori e la riscoperta del lustro rinascimentale da parte di Giusto Giusti, chimico della Manifattura.
La mostra si conclude con uno sguardo al XX secolo, quando la neonata Richard-Ginori consolida la sua prosperità anche grazie alla produzione di porcellane elettrotecniche, manufatti raramente esposti in ambito museale. «Alchimia Ginori 1737-1896» permette così di rileggere quasi due secoli di storia della Manifattura di Doccia attraverso un racconto in cui creatività e conoscenza scientifica si intrecciano, offrendo al visitatore una visione completa e affascinante della ceramica italiana

Nicoletta Biglietti, 01 febbraio 2026 | © Riproduzione riservata

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