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Il progetto nasce con un obiettivo preciso: ricostruire in modo autentico e filologicamente rigoroso la straordinaria raccolta medicea così come appariva nel 1492, anno della sua morte
- Alessia De Michelis
- 15 gennaio 2026
- 00’minuti di lettura
Giorgio Vasari, «Ritratto di Lorenzo il Magnifico», Firenze, Gallerie degli Uffizi (particolare)
Agli Uffizi la collezione di Lorenzo il Magnifico: fu il suo meraviglioso testamento
Il progetto nasce con un obiettivo preciso: ricostruire in modo autentico e filologicamente rigoroso la straordinaria raccolta medicea così come appariva nel 1492, anno della sua morte
- Alessia De Michelis
- 15 gennaio 2026
- 00’minuti di lettura
Alessia De Michelis
Leggi i suoi articoliL’autunno 2026 segnerà un appuntamento di rilievo nel panorama espositivo internazionale: le Gallerie degli Uffizi presenteranno «Magnifico 1492», una mostra che si annuncia come una delle più ambiziose mai dedicate a Lorenzo de’ Medici. Oltre 100 opere, provenienti da una vasta rete di musei italiani e stranieri, daranno forma a un percorso espositivo di eccezionale ampiezza e qualità.
Il progetto nasce con un obiettivo preciso: ricostruire in modo autentico e filologicamente rigoroso la straordinaria raccolta medicea così come appariva nel 1492, anno della morte di Lorenzo. Dipinti e sculture dialogheranno con vasi, gemme, cammei, monete, codici miniati e carte geografiche, restituendo la complessità di un universo collezionistico che rifletteva passioni enciclopediche, curiosità intellettuali e ambizioni politiche. Cuore ideale dell’esposizione sarà la rievocazione del patrimonio custodito nella dimora di famiglia in via Larga, l’attuale Palazzo Medici Riccardi.
A coronamento del progetto, gli Uffizi annunciano la ricomposizione di uno dei più importanti cicli della storia dell’arte occidentale, che verrà svelato nei prossimi mesi, rafforzando ulteriormente il carattere unico dell’iniziativa.
Figura centrale del Rinascimento, Lorenzo di Piero de’ Medici (1449-92) fu politico abile e, soprattutto, straordinario promotore delle arti e della cultura. Attorno a sé raccolse intellettuali come Poliziano, Ficino e Pico della Mirandola, e artisti del calibro di Botticelli e Michelangelo, trasformando Firenze in un laboratorio culturale senza precedenti. Come sottolinea il direttore Simone Verde, la sua vicenda rappresenta «un vero spartiacque»: si chiude nel 1492, lo stesso anno della scoperta delle Americhe, quando si apre il mondo della modernità che ancora abitiamo.