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Redazione
Leggi i suoi articoliOggi 19 gennaio, all’età di 93 anni, è morto a Roma, sua amata città d’elezione, lo stilista Valentino Garavani. «Si è spento nella serenità della sua residenza romana, circondato dall'affetto dei suoi cari», annuncia in una nota la Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti.
Nato a Voghera (Pv) nel 1932, fin da giovanissimo è attratto dalla Bellezza. Tra gli innumerevoli aneddoti relativi alla sua vita pare che, adolescente, all’Opera di Barcellona ammirasse le elegantissime dame vestite di rosso, e scegliesse proprio quello come suo colore simbolo. Dopo gli studi a Milano, nel 1949 si trasferisce a Parigi, dove frequenta l’École des Beaux-Arts alla Chambre Syndicale de la Couture Parisienne. Vince il Woolmark Prize (un rito di passaggio cui sottostarono anche Yves Saint Laurent e Karl Lagerfeld), frequenta uno stage da Jean Dessés, poi va a lavorare per Guy Laroche, conosciuto in atelier. Nel 1959 torna nel nostro Paese e si trasferisce a Roma, il centro più importante per l’alta moda in Italia in quel periodo.
Uno dei primi lavori documentati da un’immagine fotografica è l’abito da sposa della sorella; un vestito al ginocchio ricoperto di rose di tulle che dal rosa arrivano al rosso, un’altra tra le sue prime creazioni, adotta un elemento creativo poi regolarmente utilizzato. Nel 1960, in via Veneto, incontra Giancarlo Giammetti, 22 anni, allora studente di architettura. Il colpo di fulmine è immediato: sarà uno dei sodalizi più importanti di sempre del mondo della moda. Valentino si dedica allora totalmente alla creazione; il suo compagno pensa all’amministrazione. La giornalista Diana Vreeland li soprannomina «The boys». Nel 1962 il marchio debutta a Firenze, a Pitti, nella Sala Bianca; nel 1967 si fa conoscere tra gli addetti ai lavori, quando presenta una collezione interamente bianca.
Lo star-system comincia a frequentare il suo atelier. Jackie Kennedy indossa un suo vestito sia al funerale del primo marito, John Kennedy, che al matrimonio con Aristotele Onassis (proprio della collezione Bianca). Nel 1970 il rapporto sentimentale tra Valentino e Giammetti si è concluso, ma i due restano unitissimi: la loro diventa una famiglia d’elezione sempre più allargata.
Valentino sceglie Parigi come città per la sua moda. Veste Liz Taylor al suo matrimonio e alcune teste coronate. Passano da lui Julia Roberts, Jessica Lange, Cate Blanchett, Mercedes Ruehl, Sophia Loren, Jessica Tandy. Fa festa con Andy Warhol e Madonna, va a sciare a Gstaad, lavora a Palazzo Mignanelli a Roma.
Nel 1998 vende il suo marchio per 300 milioni di dollari, conservando per sé e per Giammetti il proprio ruolo; così anche nel 2002, quando il brand viene acquisito dal gruppo Marzotto. Nel 2006 a Parigi riceve la Legion d’Onore e partecipa con un cameo assieme a Meryl Streep ne Il Diavolo veste Prada. Nel 2007 annuncia il suo ritiro a vita privata. Giammetti ovviamente lo segue. Per l’addio alle scene sceglie Roma. Con una festa davanti al Colosseo, una mostra all’Ara Pacis e una sfilata d’alta moda.
Come suoi successori, se inizialmente si parla del romano Giambattista Valli, arriva invece Alessandra Facchinetti, scelta da Marzotto. Dopo sole due stagioni la designer lascia, e al suo posto arrivano Pierpaolo Piccioli e Maria Grazia Chiuri, da anni collaboratori di Valentino. Erano loro la sua scelta, sin dal principio. Nel 2015 Maria Grazia Chiuri lascia per andare alla guida di Dior, Piccioli rimane da solo.
La camera ardente sarà allestita presso PM23, lo spazio aperto dalla Fondazione in Piazza Mignanelli 23 a Roma, mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio, dalle 11 alle 18. Il funerale si terrà venerdì 23 gennaio, alle ore 11, presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in Piazza della Repubblica 8.
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