Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Francesco Petrucci
Leggi i suoi articoliI numerosi ricordi apparsi su riviste, social network e siti online, testimoniano l’affetto e la grande stima di cui godeva Filippo Maria Ferro (Novara, 5 aprile 1941-Pescara, 27 ottobre 2026), insigne neurologo e psichiatra, fine storico dell’arte.
In modo non comune Filippo è riuscito a coniugare esiti molto alti nel campo della sua formazione, la medicina, che è stato la sua professione, e in quello degli studi storico artistici, cui si è dedicato per puro diletto e per proprio piacere, portandolo avanti liberalmente e senza alcun interesse materiale.
Uomo generoso, dal tratto garbato e discreto, talora malinconico, dotato di una vasta cultura che spaziava dalla letteratura, alla storia, alla filosofia, aveva frequentato da giovane personalità come Giovanni Testori e Marco Rosci, appassionandosi alla pittura e lasciando poi una traccia ragguardevole nella storia dell’arte lombarda e piemontese.
Autore di repertori e monografie su alcuni protagonisti dell’arte figurativa in Italia settentrionale che ha contribuito a collocare nella corretta dimensione critica (La pittura del Sei e Settecento nel Novarese, con Marina Dell’Omo, 1996; Nuvolone, una famiglia di pittori nella Milano del ’600, 2003; L’anima dipinta. Scritti di arte lombarda e piemontese da Gaudenzio Ferrari a Ranzoni, 2010; Giuseppe Antonio Pianca, 2013; Filippo Abbiati regista del Barocco in Lombardia, con Marina Dell’Omo, 2018; Teatri del sacro e del dolore. I Compianti in Lombardia e Piemonte tra Quattrocento e Cinquecento, con Renzo Dionigi, 2020), ha pubblicato preziosi contributi su riviste specialistiche, cataloghi di mostre e volumi tematici, su artisti da lui amati come Tanzio da Varallo e molti altri.
Per quanto mi riguarda, ha collaborato nel 2016 alla collana di Palazzo Chigi in Ariccia «Quaderni del Barocco», con un fascicolo dedicato a Giuseppe Nuvolone, e recentemente al volume Gli occhi dell’arte. Scritti, studi e opere in onore di Ferdinando Peretti, edito da Allemandi a cura di Matteo Peretti e di chi scrive, con un saggio su Giuseppe Bazzani, che purtroppo non ha avuto modo di vedere stampato per l’improvvisa e inaspettata scomparsa.
Francesco Petrucci
Leggi i suoi articoliAltri articoli dell'autore
Il manufatto in rame dorato faceva parte delle ornamentazioni che Giovan Lorenzo Bernini aveva ideato per Flavio Chigi, il «cardinal nepote» di papa Alessandro VII. Rintracciato in una collezione privata, è stato acquistato dal Ministero della Cultura per la dimora caposaldo del Barocco berniniano
Il conservatore del museo, Francesco Petrucci, racconta le vicende travagliate di un dipinto che dal 14 ottobre sarà finalmente visibile al pubblico
La fuga in Egitto di Ludovico Gimignani
L'Adorazione dei pastori di Andrea Pozzo



