Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Grazia Mazzarri
Leggi i suoi articoliFino al primo novembre torna a San Quirico d’Orcia (Si) «Forme nel Verde», la rassegna di arte ambientale nata nel 1971 da un’idea di Mario Guidotti e oggi considerata una delle più longeve manifestazioni italiane dedicate al rapporto tra arte e territorio. Promossa dal Comune di San Quirico d’Orcia con la direzione artistica di Carlo Pizzichini, la 55ma edizione propone un percorso articolato tra gli Horti Leonini, Palazzo Chigi Zondadari, il centro storico e il paesaggio della Val d’Orcia, coinvolgendo artisti affermati e gli allievi delle Accademie di Belle Arti italiane.
Il progetto principale dell’edizione 2026 è dedicato a Gianfranco Meggiato (Venezia, 1963) con «In Itinere. L’Uomo Quantico in cammino. Un viaggio interiore lungo la Via Francigena», una mostra diffusa che mette in relazione la ricerca plastica dell’artista con il tema del cammino e della trasformazione interiore. Le sculture monumentali di Meggiato sono installate nei luoghi simbolo di San Quirico d’Orcia, dagli Horti Leonini fino ai celebri cipressini immersi nel paesaggio patrimonio Unesco, dov’è stata collocata «Germinazione», opera alta sei metri. Il progetto si lega alle celebrazioni per i 1.150 anni della Via Francigena, l’antico itinerario che collega Canterbury a Roma attraversando cinque Paesi europei. Nella lettura proposta da Meggiato, il viaggio fisico diventa metafora di un percorso della coscienza: le sue sculture, caratterizzate da forme aperte, intrecci e superfici dinamiche, riflettono una concezione dell’essere umano come elemento in continua relazione con ciò che lo circonda. La mostra, accompagnata da un testo critico di Domenico Piraina, direttore Cultura del Comune di Milano e di Palazzo Reale, comprende anche 30 disegni inediti presentati nelle sale di Palazzo Chigi Zondadari.
Accanto a Meggiato, «Forme nel Verde» dedica un omaggio a Emilio Giannelli (Siena, 1936), storico vignettista del «Corriere della Sera», in occasione dei suoi novant’anni. La mostra «Alle belle statuine» presenta un aspetto meno conosciuto della sua attività: una serie di piccole sculture in terracotta realizzate nel corso degli anni, nelle quali ritornano lo stesso spirito satirico e la capacità di osservazione che hanno caratterizzato la sua lunga carriera nel disegno. Le piccole figure modellate da Giannelli (politici, personaggi pubblici, figure della vita quotidiana) trasferiscono nello spazio tridimensionale il linguaggio della caricatura. Attraverso deformazioni, dettagli accentuati e posture teatrali, l’artista costruisce un repertorio umano in cui l’ironia diventa strumento di lettura della società contemporanea. L’esposizione a Palazzo Chigi Zondadari mette così in evidenza la continuità tra il segno grafico e la pratica della scultura.
Nella stessa sede, completa il programma «YOUNG 2026. Scultura a Palazzo», sezione dedicata alla nuova scultura italiana che coinvolge 20 studenti provenienti da dieci Accademie Statali di Belle Arti, confermando una delle caratteristiche storiche di «Forme nel Verde», la capacità di affiancare alla presenza di artisti riconosciuti l’attenzione verso le ricerche emergenti: Rachele Buzzoni e Daniele Pini da Bologna; Olga Bruno Bottini ed Erika Martinazzoli da Brera-Milano; Valeria Mascherpa e Sike Zheng da Carrara; Angela Barbagallo e Alizeè Fagone da Catania; Marta Lazzaroni e Maddalena Lotti da Firenze; Tiziana D’Ambrosio e Aurora Scervini da Foggia; Anita Anastasova e Maria Alejandra Boni da Macerata; Pietro Fidente e Vittorio Polverino da Napoli; Ilaria Pennoni e Paolo Romani da Perugia; Gabriele Coppola ed Emanuel Morabito da Reggio Calabria.