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Camilla Sordi
Leggi i suoi articoliPer gli appassionati d'arte, o ancora di più per chi segue il mercato dell'arte, si avvicina il momento cruciale della stagione: l'asta di arte moderna e contemporanea di Sotheby’s a Milano. Uno dei due soli appuntamenti della maison, in Italia, dedicati al segmento, oltre che uno dei più importanti in assoluto per qualità delle opere e cifre movimentate per aggiudicarle. Negli ultimi tre anni, per intenderci, il risultato complessivo non è mai sceso sotto i 10 milioni di euro. Occasione diventata ancora più significativa con gli ultimi cataloghi presentati, quasi interamente composti da opere inedite sul mercato. Una scelta coraggiosa e raffinata, che contribuisce a dare personalità e valore alla vendita.
In programma il 27 maggio, Marta Giani, Direttrice del Dipartimento, ha inquadrato così l'appuntamento: «Questa selezione nasce dal desiderio di riflettere in modo esemplare la profondità e la varietà dell’arte italiana del Novecento, riunendo opere di altissima qualità, molte delle quali appaiono sul mercato per la prima volta. Da Fontana a Morandi, da Vedova a Salvo, l’asta offre uno sguardo intenso e sfaccettato su artisti che continuano a parlare con forza al presente. È un percorso che attraversa linguaggi e generazioni, restituendo la straordinaria vitalità della ricerca artistica italiana e il ruolo sempre più centrale di Milano come uno dei principali punti di riferimento nel panorama internazionale, e il luogo naturale per presentare un progetto di tale respiro e ambizione».
Lucio Fontana, Concetto spaziale, Attese, stima 700 mila-1 milione di euro
Emilio Vedova, Per la Spagna N. 2, stima 200-300 mila euro
Il catalogo trova il suo fulcro, come spesso accade dalle nostre parti, in Lucio Fontana, presente con un’opera che incarna la piena maturità dello Spazialismo. «Concetto Spaziale, Attese» (1965-66), caratterizzato da tre tagli verticali su un fondo giallo vibrante, fa il suo debutto assoluto sul mercato con una stima 700 mila-1 milione di euro. La tela non è una semplice superficie, ma un campo di energia dove il gesto squarcia la bidimensionalità per aprirsi verso l'infinito. In dialogo con questo capolavoro, l’asta propone un altro «Concetto spaziale, Attesa» del 1960, un unico taglio arcuato su fondo blu proveniente dalla storica Galleria Blu di Milano, e un raro «Monochrome bleu sans titre» (1959) di Yves Klein, rimasto nella medesima collezione per decenni e ora offerto per la prima volta.
La classicità e l'enigma sono affidati a Giorgio de Chirico e Giorgio Morandi. Del primo viene presentata una «Piazza d’Italia» eseguita alla fine degli anni Settanta, sintesi perfetta del suo umanesimo metafisico. Il maestro bolognese è invece rappresentato da tre lavori che ne tracciano l'evoluzione stilistica: si parte da una «Natura morta» del 1924, densa e inquieta, per passare a un sospeso «Paesaggio» del 1940, fino a giungere alla maturità di un’altra «Natura morta» del 1959. Quest'ultima, stima 700 mila-1 milione di euro, si distingue per una rara simmetria centrale che sfiora la soglia dell'astrazione pura, testimonianza dell'incessante ricerca formale dell'artista.
Un capitolo fondamentale della vendita è dedicato a Mario Schifano con «Botticelli 2» (1962), opera stima 300-400 mila euro. Il lavoro segna il passaggio cruciale dal monocromo alla citazione della grande tradizione italiana, utilizzando smalti industriali per creare "schermi" densi di materia. Rimasta in una collezione privata per oltre mezzo secolo, l'opera anticipa i temi della maturità di Schifano. Altrettanto significativa è la presenza di Mimmo Rotella con il décollage «Exotic» (1961), stima 130-180 mila euro. Esposta alla Galerie J di Parigi nel 1962, l'opera riflette il fascino per il divismo cinematografico attraverso un'estetica del frammento che appare oggi straordinariamente attuale.
Mario Schifano, Botticelli 2, stima 300-400 mila euro
Salvo, 28 siciliani più un mistero, stima 100-150 mila euro
L'Informale italiano trova espressioni altissime nei lotti firmati da Tancredi ed Emilio Vedova. Di Tancredi viene proposto un «Senza titolo» del 1956, stima 150-200 mila euro, periodo in cui l'artista era sostenuto da Peggy Guggenheim. La tela, che vanta una provenienza dalla collezione americana di Ann e Walter Gips, trasforma la pittura in visione cosmica. Di Emilio Vedova spicca «Per la Spagna N. 2» (1962), stima 200-300 mila euro, un'opera carica di tensione etica e politica dove i bianchi e i neri si scontrano in un gesto violento e vitale. Sempre di Vedova è in catalogo «Del nostro tempo n.1» (1970), caratterizzato da spatolate corpose e graffiti che richiamano la sua ricerca grafica. La sezione internazionale dell'Informale è impreziosita da Pierre Alechinsky con «Personne» (1959), un grande olio en grisaille stima 120-180 mila euro, già esposto alla storica mostra "Vitalità nell'arte" a Palazzo Grassi.
Due capolavori di Carla Accardi fanno il loro esordio in asta, a partire dal monumentale «Grande dittico» (1986). Con una stima 250-350 mila euro, l'opera annulla le gerarchie tra figura e sfondo attraverso un'architettura di colore giocata su contrasti di azzurro, arancio e nero. Di poco precedente è «Arancio» (1979), stima 70-90 mila euro, lavoro emblematico sulla fluorescenza e sulla capacità del colore di espandersi nello spazio, mai apparso sul mercato prima d'ora.
Infine, l'asta celebra la poetica di Salvo con due lavori iconici. Il monumentale «28 siciliani più un mistero» (2014), stima 100-150 mila euro, è una summa del suo pensiero: una mappa della Sicilia dove i nomi di letterati e filosofi si smaterializzano nella luce. Di tono più onirico è «Una sera» (1988), stima 60-80 mila euro, dove alberi stilizzati e colori acidi costruiscono un paesaggio metafisico fuori dal tempo, confermando la rinnovata fortuna critica e di mercato dell'artista torinese.
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